KAL. SEPT. (1) F

Jovi Tonanti in Capitolio

Un tempio a Giove Tonante fu edificato da Augusto, dopo che un fulmine gli cadde vicino durante una campagna militare in Spagna. L’edificio sacro fu costruito sul colle Capitolino e dedicato alle Kal. Sept. del 22 aev. [Mon. Anc. IV, 5; Suet. Aug. XXIX; Mart. VII, 60, 2; Cas. Dio LIV, 4; Fast. Amit. Ant. Arv. ad Kal. Sept., CIL I², 244; 248; VI, 2295; VI, 32323, 1, 31). Il nome Juppiter Tonans era una traduzione del greco Ζεὺς βροντῶν [Cas. Dio cit.], che appare anche traslitterato in latino in due iscrizioni [CIL VI, 432; 2241]. Continua a leggere KAL. SEPT. (1) F

VI KAL. SEPT. (25) NP

OPICONSIVA in Regia

Opi Opiferae in Capitolio

Ops Consiva era il nome della Dea a cui era dedicato questo giorno festivo [Var. L. L. VI, 21]. Si tratta di una divinità molto antica che era già onorata nella regia dei primi re romani [Var. L. L. VI, 21]. Personificava l’abbondanza dei raccolti, da cui il suo nome (da ops derivano copia e opulentia) [Prisc. GLK VII, 321; 322; Fest. 186]. Dumézil ha rilevato la correlazione tra Ops ed altre divinità in ambito indoeuropeo connesse all’abbondanza dei raccolti, il cui nome ha è connesso alla radice che in latino da plenus (pieno, riempito): la germanica Fulla (o Volla che si riallaccia a full) e l’indiana Paramdhi (iranica Paremdi). Continua a leggere VI KAL. SEPT. (25) NP

KAL. QUINCT. (1) N

Felicitati in Campidolio

L’anniversario della dedica del tempio di Felicitas è menzionato dai Fasti Anziati [CIL I², 33, 339; ILLRP 9], ma non si hanno notizie certe a riguardo, l’unico riferimento che possediamo è la notizia che un tempio a Felicitas fu eretto da L. Licinius Lucullus con il bottino raccolto in Spagna, nel 151 – 150 aev e da lui dedicato nel 146 aev [Strabo VIII, 6, 23; Cass. Dio. Fr. LXXVI, 2]. Continua a leggere KAL. QUINCT. (1) N

VI EID.  JUN. (8) N

Menti in Capitolio

Il tempio fu votato dal pretore T. Otacillius nel 217 aev. dopo la battaglia del lago Trasimeno “propter negligentiam cerimoniarum auspiciorumque” in seguito alla consultazione dei Libri Sibillini [Liv. XXII, 9, 10; XXII, 10, 10; Ov. Fast. VI, 241] e dedicato nel 215 aev. [Liv. XXIII, 31, 9; XXIII, 32, 20], nello stesso luogo e tempo in cui fu dedicato il tempio di Venus Erycina. I due templi erano separati da un canale aperto. Per questi motivi, Preller ha ipotizzato che non si trattasse solo della personificazione del pensiero e del ricordo, ma di una Dea straniera che egli identificò con un aspetto di Venus, Venus Mimnermia [Serv. Aen. I, 720]. Fu probabilmente restaurato da M. Aemilius Scaurus, console nel 115 aev, forse durante il consolato, o dopo la campagna contro i Cimbri del 107 aev. [Cic. Nat. Deor. II, 61; Plut. De Fort. Rom. V]

 

VI EID.  JUN.  (8) N

Menti in Capitolio

The temple was voted by the magistrate T. Otacillius in 217 BCE. after the battle of Lake Trasimeno “propter negligentiam cerimoniarum auspiciorumque” following the consultation of the Sibylline Books [Liv. XXII, 9, 10; XXII, 10, 10; Ov. Fast. VI, 241] and dedicated in 215 BCE. [Liv. XXIII, 31, 9; XXIII, 32, 20], in the same place and time when the temple was dedicated to Venus Erycina. The two temples were separated by an open channel. For these reasons, Preller suggested that it was not just the personification of thinking and memory, but a foreign Goddess that he identified with an aspect of Venus, Venus Mimnermia [Serv. Aen. I, 720]. The temple of Mens seems to have been restored by M. Aemilius Scaurus, consul in 115 B.C., either at that time (WR 313; RE I.587) or after his campaign against the Cimbri in 107 B. C. [Cic. Nat. Deor. II, 61; Plut. De Fort. Rom. V].

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PERTINAX (193)

Denarius, Rome, Jan.-Mar 193. IMP CAES P HELV Pertin AVG. Portrait head with laurel wreath to the right. Rs: MENTI LAVDANDAE. Female figure (Bona Mens) standing left, wreath in his right hand raising, in his left hand a scepter. RIC 7; BMCRE 4

NON.  FEB. (5) NP

Concordia in Arce

Il tempio di Concordia sull’Arx fu probabilmente votato dal pretore L. Manlio nel 218 aev dopo che ebbe domato una sedizione tra le sue truppe in Gallia Cisalpina [Liv. XXII, 33, 7; XXVI, 23, 4]. Continua a leggere NON.  FEB. (5) NP

XII KAL. JAN. (19) NP

OPALIA – Opi ad Forum

A differenza della festa estiva della Dea, i rituali di December non si svolgevano nel segreto del sacrari all’interno della Regia, ma in pubblico, nel Foro. È quindi possibile che, mentre in Sextilis Ops era invocata per propiziare l’abbondanza immagazzinata nei silos, da cui la connessione con Consus (in Sextilis infatti è onorata Ops Consiva) e il carattere segreto ed interno della festa; in December invece, era celebrata al momento in cui i cereali destinati a diventare il cibo della comunità erano portati fuori dai magazzini, macinati e torrefatti [Var.R. R. I, 63; 69] come dispensatrice di abbondanza e del cibo che avrebbe preservato dalla fame la comunità fino al raccolto successivo. Da qui il carattere pubblico ed esterno della sua festa invernale, in cui la Dea era onorata semplicemente come Ops e non più come Consiva.

Juventati

Nei documenti epigrafici è preservato solo il frammento ‘Jo-‘ il che ha fatto supporre ad alcuni studiosi che in questa data fosse compiuto un sacrificio a Juppiter (Jovi), che sarebbe confermato da Servius

… giustamente dicono che Giove, con il suo favore, curi la crescita dei fanciulli, poichè quando i giovani assumono la toga virile, salgono al Campidoglio… [Serv. Ecl. IV, 49]

Il grammatico cita un sacrificio compiuto sul Campidoglio per l’assunzione della toga virile nello stesso passo in cui parla della benevolenza di Giove verso i giovani, tuttavia è probabile che la beneficiaria della cerimonia fosse Juventas. Secondo la tradizione questa divinità aveva un’aedicula sul Colle Capitolino e, quando si tentò di exaugurare l’area per far posto al tempio di Giove Ottimo Massimo, Essa rifiutò di lasciare il luogo a Lei consacrato, per cui la sua aedicula fu inglobata nel nuovo tempio, vicino alla cella di Minerva [Plin. Nat. Hist. XXXV, 108; Dion. H. III, 69; Liv. V, 54, 7; Flor. I, 7, 8; August. C. D. IV, 23; 29].

Quando i giovani romani, a 14 anni, entravano nell’età adulta, essendo accolti tra gli juvenes, prendevano la toga virilis e versavano un pagamento al tesoro del tempio capitolino per Juventas (allo stesso modo alla nascita di un bambino si versava una somma al tesoro di Juno Lucina e alla morte di una persona a quello di Libitina) [L. Calp. Piso Cens. Frugi Fr. 14 P apud Dion. H. IV, 15; Tert. Adv. Nat. II, 11; August. C. D. III, 11]. La cerimonia (sacra juventutis, anniversaria sacra juventatis) si teneva annualmente, probabilmente nel giorno della dedica del tempio, ed era pro juvenibus [Fest. 104; Cic. Att. I, 18, 3].

Nel 207 aev M. Livio Salinatore votò un tempio e dei giochi a Juventas durante la battaglia del Metauro. La costruzione fu iniziata dallo stesso Salinatore quando era censore nel 204 aev, ma la dedica fu compiuta da C. Licinius Lucullus nel 193 aev [Liv. XXXVI, 36, 5 – 6; Cic. Brut. 73]. Bruciò nel 16 aev [Cas. Dio. LIV, 19, 7] e fu restaurato da Augusto. Si trovava ‘in circo Maximo‘ [Liv. Cit.] e vicino a quello di Summanus [Plin. Nat. Hist. XXIX, 57]. I giochi forse divennero annuali.

È possibile che dopo l’edificazione di questo tempio vi fosse stata trasferita la cerimonia dei giovani romani per la toga virile che precedentemente avveniva ai Liberalia [App. B. C. IV, 30; Tert. De Idol. XVI].

Per influsso greco Juventas fu identificata con Hebe, paredra di Ercole, questo processo sembra già compiuto nel 218 aev quando a un pubblico lectisternium per Juventas fu associato una supplicatio nel tempio di Ercole [Liv. XXI, 62, 9].

 

OPALIA – Opi ad Forum

Unlike the summer festival of the Goddess, the rituals that took place in December were not performed in the secret sacrarium of the Regia, but in public, in Forum. It is therefore possible that, while in Sextilis Ops was invoked to propitiate the abundance stored in silos, from which the connection with Consus (in Sextilis fact is honored Consiva Ops) and the secrecy and internal festival; while in December at the time when cereals were destined to become the community food and were taken out of storage, ground and roasted [Var.R. A. I, 63; 69], She was celebrated as a dispenser of abundance and food, the preserver from hunger until the next harvest. Hence the public character and exterior of its winter festival, where the Goddess was honored just as Ops and not as Consiva.

Juventati

In epigraphic calendars only the fragment ‘Jo’ is preserved, which did suggest to some scholars that in this date a sacrifice to Jupiter (Jovi) was made, confirmed by Servius

… Rightly they say that Jupiter, with his support, cure the growth of children, because when young people assume the toga, go up to the Capitol … [Serv. Ecl. IV, 49]

The grammarian quotes a sacrifice made on the Capitol for taking the toga in the same passage in which he speaks of the benevolence of Jupiter for the young, but it is likely that the beneficiary of the ceremony was Juventas. According to tradition this deity had un’aedicula on the Capitoline Hill, and when romans tried to exaugurare the area to make way to the temple of Jupiter Optimus Maximus, She refused to leave the place, so her aedicula was incorporated in new temple, close to the Minerva cell [Plin. Nat. Hist. XXXV, 108; Dion. H. III, 69; Liv. V, 54, 7; Flor. I, 7, 8; August. C. D. IV, 23; 29].

When the young Romans, at 14 years, entered into adulthood, being welcomed among Juvenes, they took the toga virilis and poured a payment to the Treasury of the Capitoline temple for Juventas (in the same way to the birth of a child is paid a sum to treasure of Juno Lucina and the death of one person to the Libitina) [L. Calp. Piso Cens. Frugi Fr. 14 P apud Dion. H. IV, 15; Tert. Adv. Nat. II, 11; August. C. D. III, 11]. The ceremony (sacra juventutis, anniversaria sacra juventatis) was held annually, probably in the day of the temple dedication, pro juvenibus [Fest. 104; CIC. Att. I, 18, 3].

In 207 BCE M. Livio Salinator vowed a temple and games to Juventas during the Battle of the Metaurus. The construction was started by the same Salinator as censor in 204 BCE, but the dedication was performed by C. Licinius Lucullus in 193 BCE [Liv. XXXVI, 36, 5 – 6; CIC. Brut. 73]. He burned down in 16 BCE [Cas. Dio. LIV, 19, 7] and it was restored by Augustus. He was ‘in Circus Maximo’ [Liv. Cit.], close to Summanus’ one [Plin. Nat. Hist. XXIX, 57]. The games probably became annual.

It is possible that after the construction of this temple there the ceremony for the young Roman toga that previously occurred to Liberalia had been transferred [App. B. C. IV, 30; Tert. De Idol. XVI].

To influence greek Juventas was identified with Hebe, Hercules paredra, this process seems already fulfilled in 218 BCE when, in a public lectisternium, Juventas was associated with a supplicatio in Hercules temple [Liv. XXI, 62, 9].

 

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Pertinax Sestertius 1st January – 28th March 193, Æ 28.21 g. IMP CAES P HELV – PERTINAX AVG Laureate head r. Rev. OPI DIVIN – TR P COS II S – C Ops seated l., holding ears of corns. C 34. BMC 42. RIC 20. Sear 4054

EID. NOV. (13) NP

Feriae Jovi

Le idus di ogni mese sono sacre a Giove. Secondo Macrobio, gli Etruschi in questo giorno Gli sacrificavano un ovino e tale pratica si sarebbe tramandata a Roma, infatti, alle Idus di ogni mese, il flamen dialis sacrificava un ovino, detto Idulis Iovis, a Giove [Sat. I, 15], portandolo sul Campidoglio lungo la Sacra Via [Fest 290].

 

Epulum Jovis

Durante i Ludi Plebei, in maniera sistematica a partire dal 213 aev, veniva celebrato un solenne banchetto sacrificale sul Campidoglio [Liv. XXV, 2, 10] chiamato epulum jovis, analogamente a quanto accadeva nel mese di September.

Gli storici non sono concordi su quale dei due banchetti sia stato istituito per primo, ma quello che vanta il maggior numero di attestazioni tra le fonti antiche (storiografiche ed epigrafiche), è il banchetto di November, il che ha fatto sorgere l’ipotesi che fosse anche quello più antico e che quello di September fosse stato introdotto in analogia con quest’ultimo.

I rapporti tra le due cerimonie potrebbero però essere più complessi: Dario Sabbatucci, infatti, ha supposto che in origine la celebrazione di November fosse del tutto staccata dalla celebrazione dei Ludi e non fosse rivolta a Juppiter o alla Triade Capitolina, come avveniva in September, ma alle divinità dal carattere “plebeo” che erano celebrate nella parte centrale del mese, Feronia e Fortuna Primigenia. Durante la dominazione della monarchia etrusca, un sacrificio analogo sarebbe stato istituito per Juppiter alle Eid. di September e avrebbe finito per essere integrato nel complesso delle celebrazioni per i Ludi Romani. Con la trasformazione dei Ludi Plebei in festività pubblica, con una struttura rimodellata su quella dei Ludi di September, anche il più antico sacrificio a Feronia e Fortuna, avrebbe subito un processo di integrazione che l’avrebbe trasformato in un epulum jovis.

Il rapporto con Feronia non sarebbe stato solo temporale, ma anche spaziale, poiché il Circo Flaminio, dove si svolgevano i Ludi Plebei, fu edificato nel Campo Marzio, nelle vicinanze del tempio di Feronia.

 

Pietati in Foro Holitorio

Il tempio di Pietas [Plaut. Asin. 506; Curc. 639] fu votato da M. Acilius Glabrius durante la battaglia delle Termopili nel 191 aev; la costruzione fu iniziata da lui, ma la dedica avvenne solo nel 181 aev da parte di suo figlio, allora duumviro [Liv. XL, 34, 4; Val. Max. II, 5, 1; Cic. Leg. II, 28] il 13 Nov. [Fast. Ant. ap. NS 1921, 117]. All’interno si trovava una statua dorata dello stesso Gabrius, la prima di questo tipo che si fosse vista a Roma.

Fu distrutto da Cesare nel 44 aev perchè si trovava sul lato est dell’area su cui, poco dopo, sarebbe stato costruito il Teatro di Marcello [Plin. Nat. Hist. VII, 121; Cass. Dio XLIII, 49, 3].

Pietas fu collegata principalmente alla devozione verso i genitori e per questo alla storia greca della figlia che sostentò il padre imprigionato con il latte del proprio seno [Fest. 209; Val. Max. V, 4, 7], forse anche per la vicinanza con la columna lactaria nel foro Holitorio.

 

Feriae Jovi

The Idus of each month are sacred to Jupiter. According to Macrobius, the Etruscans on this day made a sacrifice of a sheep to Him and this practice would be handed down in Rome, in fact, the Idus of each month, the flamen Dialis sacrificed a sheep, said Idulis Jovis, to Jupiter [Sat. I, 15], taking on the Capitol along the Via Sacra [Fest 290].

 

Epulum Jovis

During the Ludi Plebei, systematically from 213 BCE, a solemn sacrificial banquet in the Capitol [Liv. XXV, 2, 10] called Epulum Jovis was celebrated, as it happened in the month of September.

Historians do not agree on which of the two banquet was first established, but that of November has the largest number of claims from the ancient sources (historiography and epigraphic), which gave rise to the hypothesis that It was also the most ancient and that that of September had been introduced in analogy.

The relations between the two ceremonies may however be more complexes: Dario Sabbatucci, in fact, assumed that originally the celebration of November was quite detached from the Ludi and it was not aimed to Jupiter or the Capitoline Triad (as it was in September), but the to the “plebeian” Gods that were celebrated in the middle of the month, Feronia and Fortuna Primigenia. During the domination of the Etruscan monarchy, a similar sacrifice to Jupiter would be set up to Eid. of September and it would ultimately be integrated into all the celebrations of the Roman Games. With the transformation of the Ludi Plebei in public holiday, remodeled on the structure of the September Ludi, the oldest sacrifice to Feronia and Fortuna would also undergo a process of integration that would turn him into the Epulum Jovis.

The relationship with Feronia was not only in time, but also in space, because the Flaminio Circus, where they carried out the Ludi Plebei, was built in the Campus Martius, near the temple of Feronia.

 

Pietati in Foro Holitorio

The temple of Pietas [Plaut. Asin. 506; CURC. 639] was voted by M. Acilius Glabrius during the battle of Thermopylae in 191 BCE; he started the construction, but the dedication took place only in 181 BCE by his son, then duumvir [Liv. XL, 34, 4; Val. Max. II, 5, 1; CIC. Leg. II, 28] on November 13 [Fast. Ant. ap. NS 1921, 117]. Inside there was a golden statue of the same Gabrius, the first of its kind seen in Rome.

It was destroyed by Caesar in 44 BCE because it was on the east side of the area where, shortly after, the Theatre of Marcellus would be built [Plin. Nat. Hist. VII, 121; Cass. God XLIII, 49, 3].

Piety was mainly directed to the devotion to parents and linked the Greek story of the daughter who nourished his father imprisoned with the milk of their breasts [Fest. 209; Val. Max. V, 4, 7], perhaps also for its proximity to the columna Lactaria in Foro Holitorio.

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L. Coelius Caldus. Denarius 51, AR 4.09 g. C·COEL·CALDVS Head of C. Coelivs Caldvs r.; in l. field, standard inscribed HIS; in r. field, standard in the form of a boar. Rev. Tablet inscribed L·CALDVS/VIIVIR·EPVL, behind which figure preparing epulum ; on either side of table, a trophy. On outer l. field, CALDVS, on outer r. field, IMP·A·X. In exergue, [CALDVS·IIIVIR]. Babelon Coelia 7. Sydenham 894. RBW 1551. Crawford 437/2a.

II NON. NOV. (4) C – XIV KAL. DEC. (17) C

Ludi Plebei

Secondo Cicerone sarebbero stati fondati all’epoca di Numa [Cic. Orat. III, 19, 73], mentre per lo Pseudo Asconio, scholiaste di Cicerone, sarebbero stati istituiti dopo la cacciata dei re, oppure, con maggior verosimiglianza, in seguito alla riconciliazione tra patrizi e plebei [PsAsc. Schol. ad Cic. Ver. I pg 143 Or.] che seguì la secessione sull’Aventino (449 aev.); dopo questo evento, con la promulgazione delle leggi Valerie-Horatie [Liv. III, 55] furono anche istituiti gli aediles plebei che ebbero sempre la cura di questa celebrazione, si sarebbe così avuta l’istituzione della festività in concomitanza con quella dei magistrati ad essa preposti. Il fatto che vengono menzionati per la prima volta solo nel 216 aev [Liv. XXIII, 30, 17], non è prova della loro introduzione in epoca medio-repubblicana: infatti sappiamo che gli aediles curules, furono istituiti nel 367 aev per presiedere all’organizzazione dei Ludi Romani, in analogia con gli aediles plebei e i Ludi Plebei, il che lascia intendere che l’istituzione di questi ultimi fosse anteriore a tale data. È anche possibile che in origine non si trattasse di una celebrazione pubblica (pro populus), ma quasi privata, riservata solo alla plebe e che l’introduzione nel calendario pubblico romano sia avvenuta solo in età medio-repubblicana.

In origine, si svolgevano nel Circo Flaminio [Val. Max. I, 7, 4], che fu costruito nel 220 aev [Liv. XX epit.] da Tito Flaminio quando era censore, ed erano celebrati dagli edili plebei nella sola giornata del 14° Nov, ma già dal 207 aev, avevano una durata di più giorni; alla fine del periodo repubblicano arrivarono a 13 giorni e ad occupare tutta la parte centrale del mese: il cuore degli spettacoli rimasero i Giochi Circensi del 14°, mentre nei 3 giorni conclusivi si svolgevano rappresentazioni sceniche. In connessione con questi giochi fu istituito anche l’epulum Jovis [Liv. XXV, 2, 10; XXVII, 3, 9], mentre quello che si svolgeva durante i Ludi Romani sarebbe stato introdotto successivamente.

 

Ludi Plebei

According to Cicero they would have been created at the time of Numa [Cic. Orat. III, 19, 73], while for the Pseudo Asconius, Cicero scholiaste, they would have been established after the expulsion of the kings, or, with greater likelihood, following the reconciliation between patricians and plebeians [PsAsc. Schol. to CIC. Ver. I pg 143 Or.] after the Aventine Secession (449 BCE.); following this event, with the promulgation of Valerie-Horatiae laws [Liv. III, 55] the plebeian aediles were also established and they took care of this celebration. According to this hypothesis we would have the establishment of the festivities in conjunction with the magistrates that deal with it. The fact that these Ludi are mentioned for the first time only in 216 BCE [Liv. XXIII, 30, 17], is not proof of their introduction in the medium-republican era: in fact we know that the aediles curules, were established in 367 BCE to oversee the organization of the Roman Games, in analogy with the plebeian aediles and the Ludi Plebei, which suggests that the establishment of the latter was made prior to that date. It is also possible that originally it was not a public celebration (pro populus), but almost a private one, reserved only to the plebs and the introduction in the public Roman calendar happened in middle-aged Republican.

Originally, they were held in Circus Flaminius [Val. Max. I, 7, 4], which was built in 220 BCE [Liv. Epit XX.] by Titus Flaminius when he was censor, and were celebrated by the aediles plebeians in only one day, the 14th of November. Already in 207 BCE, they had a duration of several days and, at the end of the Republican period, they came to 13 days and occupy all the central part of the month. The heart of the shows were the Circus games of the 14th, while in the final three days stage performances were held. In connection with these games the Epulum Jovis [Liv. XXV, 2, 10; XXVII, 3, 9] was set up.

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L. Critonius and M. Fannius, Denarius, Rome, BC 86; AR (g 3,60; mm 18; h 3); Draped bust of Ceres r., wearing a wreath of corn-ears; behind, AED PL, Rv. Two male figures seated on subsellium r.; on l., PA; on r., corn-ear; in ex. M FAN L CR+. Crawford 351/1; Critonia 1, Fannia 4; Sidenham 717.

VII KAL. NOV.  (26) C – KAL. NOV. (1) C

Ludi Victoriae Sullanae

All’inizio erano definiti solo Ludi Victoriae, in seguito furono indicati come Victoriae Sullanae per distinguerli dai Ludi Victoriae Cesaris. Furono indetti la prima volta nell’81 aev per celebrare la vittoria di Silla sui Sanniti alla Porta Collina ed erano organizzati dai pretori.

Culminavano coi circenses delle Kal. Nov. L’anniversario della battaglia.

 

Ludi Capitolini

La data dei Giochi Capitolini non è ricordata nei calendari epigrafici perchè non si trattava di una festa pubblica, ma di una celebrazione indetta dal collegio dei Capitolini, una confraternita che sappiamo essere ancora attiva all’epoca di Cicerone che ne parla in una lettera al fratello [Cic. Q. Fr. II, 5, 2] e che, fin dalla sua fondazione, aveva il compito di celebrare questi ludi.

La precisa origine dei giochi non è nota, ma doveva essere antica, poichè la storiografia romana la faceva risalire a Romolo che li avrebbe istituiti o per commemorare la conquista di Veio [Plut. Rom. XXV, 6; Fest. 322], o la consacrazione di un tempio a Giove (quello di Juppiter Feretrius?) [Enn. Ann. Fr. 51 V apud Schol. Bern. Ad Georg. II, 384; Tert. Spect. V]; oppure a Camillo [Liv. V, 50] che li avrebbe celebrati per la mancata conquista del Campidoglio da parte dei Galli [Liv. Cit.].

Gli uomini vi assistevano vestendo la toga praetexta e, durante il loro svolgimento, avveniva un episodio curioso: un uomo anziano con indosso un abito bordato di porpora e una bulla d’oro era condotto attraverso il Foro fino al Campidoglio, mentre un araldo annunciava che ‘i Sardi erano in vendita’ [Fest. Cit.; Plut. Cit.].

Non si conosce l’origine di quest’usanza: Festo e Plutarco affermano che l’uomo anziano rappresentava il re di Veio che fu condotto tra i prigionieri che seguirono il corteo trionfale di Romolo e che Sardi si sarebbe riferito agli Etruschi, che si pensava fossero originari della Lidia e precisamente della città di Sardi [Fest. Cit.; Plut. Cit.]. Un’altra possibilità è che l’annuncio del banditore, a cui era associato il proverbio

… Sardi venales alius alio nequitor… [Fest. 322]

fosse diventato proverbiale dopo la conquista della Sardegna e della Corsica, nel 238 aev da parte di Tiberio Gracco, per via della grande quantità di prigionieri che arrivarono a Roma per essere venduti come schiavi a poco prezzo [Fest. Cit.].

È più probabile che questi giochi, che Tertulliano chiama Ludi Tarpei [Tert. Spect. V] fossero stati istituiti in occasione della consacrazione di un tempio a Juppiter: quello di Juppiter Optimus Maximus, o quello, più antico, di Juppiter Feretrius [Enn. Cit.; Tert. Spect. V].

Secondo la tradizione che risale ad Ennio, quando furono celebrati per la prima volta erano composti da gare di corsa e combattimenti di pugilato in cui i contendenti si ungevano il corpo di olio [Enn. Cit.; Serv. Dan. Aen. III, 384]. È possibile che si svolgessero anche danze in armi (bellicrepa) [Fest. 25].

 

Ludi Victoriae Sullanae

At first they were only defined Ludi Victoriae, they were later identified as Victoriae Sullanae to distinguish them from Ludi Victoriae Cesaris. They were organized the first time in 81 BCE to celebrate the victory over the Samnites to Silla Porta Collina and were organized by the magistrates.

They culminated with circuses of Kal. Nov. The anniversary of the battle.

 

Ludi Capitolini

The date of the Capitoline games is not mentioned in epigraphic calendars because it was not a public holiday, but a celebration held by the College of Capitoline, a brotherhood that we know is still active at the time of Cicero, who speaks in a letter to his brother [Cic. Q. Fr. II, 5, 2] and which, since its foundation, had the task of celebrating these Ludi.

The precise origin of the games is not known, but it had to be ancient, as the Roman historiography traced to Romulus that he instituted them, or to commemorate the conquest of Veii [Plut. Rom. XXV, 6; Fest. 322], or the consecration of a temple to Jupiter (Jupiter to Feretrius?) [Enn. Ann. Fr. 51 V apud Schol. Bern. To Georg. II, 384; Tert. Spect. V]; or Camillo [Liv. V, 50] which would have celebrated them for failure to conquer the Capitol by the Gauls [Liv. Cit.].

They watched the men wearing the toga praetexta and an old man wearing a robe edged with purple, and a gold bulla was conducted through the Forum to the Capitol, while a herald announcing that ‘the Sardinians were for sale’ [Fest. cit .; Plut. Cit.].

You do not know the origin of this: Festo and Plutarch say that the old man was the king of Veii, which was conducted among the prisoners who followed the triumphal procession of Romulus and Sardis would have referred to the Etruscans, which was thought It originated in Lydia, namely the city of Sardis [Fest. cit .; Plut. Cit.]. Another possibility is that the announcement of the auctioneer, who was associated with the proverb

… Sardi venales alius alio nequitor … [Fest. 322]

He had become proverbial after the conquest of Sardinia and Corsica, in 238 BCE by Tiberius Gracchus, because of the large number of prisoners who arrived in Rome to be sold as slaves cheaply [Fest. Cit.].

It is more likely that these games, which Tertullian called Ludi Tarpei [Tert. Spect. V] had been set up at the dedication of a temple to Jupiter: that of Jupiter Optimus Maximus, or that, oldest, of Jupiter Feretrius [Enn. cit .; Tert. Spect. V].

According to the tradition going back to Ennio, when they were celebrated for the first time they were composed of running races and boxing fights where the contenders were anointed body oil [Enn. cit .; Serv. Dan. Aen. III, 384]. They can also dances that were held in arms (bellicrepa) [Fest. 25].

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  1. Nonius Sufenas. Silver Denarius (4.09 g), 57 BC. Rome. SVFENAS before, S C behind, head of Saturn right; behind, harpa and conical stone. Reverse SEX NONI in exergue, PR L V P F (Sextus Nonius, praetor ludos victoriae primus fecit) around, Roma seated left on cuirass and shield, holding spear, crowned by Victory standing to left behind her, holding palm. Crawford 421/1; Sydenham 885; Nonia 1

VII EID. OCT. (9) C

Felicitati, Genio Populi Romani, Veneri Victrici in Capitolio

I calendari epigrafici riportano, per questo giorno, un sacrificio a: Felicitas, Genius Publicus Populi Romani e Venus Victrix sul Campidoglio [Fast. Amit. Arval. ad VII Id. Oct., CIL I², 245; 214; 331]. Esistevano quindi dei luoghi di culto dedicati a queste divinità, oppure uno solo dedicato alla triade, sul colle Capitolino.

 

Felicitati, Genio Populi Romani, Veneri Victrici in Capitolio

Epigraphic calendars reported, in this day, a sacrifice to Felicitas, Genius Publicus Populi Romani and Venus Victrix on Capitol [Fast. Amit. Arval. to VII Id. Oct., CIL I², 245; 214; 331], so there were places of worship dedicated to these gods, or one dedicated to the triad, on the Capitoline hill.

 

Picture

Hadrianus (117-138 AD). Aureus (19 mm, 6.35 g), Roma (Rome), 119-122. Obv. IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG, laureate, draped and cuirassed bust to right. Rev. P M TR P COS III / GEN – P R, Genius Populi Romani Standing left, holding cornucopiae in left hand and patera in right. Cohen 796. RIC 123.