KAL. SEXT. (1) F

Spei ad Forum Holitorium

Il tempio di Spes al foro Olitorio, fu costruito e dedicato da A. Atilius Caiatinus durante la Prima Guerra Punica, nel 258 o 254 aev [Cic. Leg. II, 28; Nat. Deor. II, 61 (dove si legge Spes, anziché Fides); Tac. Ann. II, 49]. Fu colpito da un fulmine nel 218 aev. [Liv. XXI, 62, 4), bruciato nel 213 aev. e ricostruito l’anno seguente da una speciale commissione [Liv. XXV, 7, 6; XXIV, 47, 15-16]. Bruciò ancora nel 31 aev. [Cass. Dio I, 10, 3] e probabilmente fu restaurato da Augusto. Germanico lo dedicò nel 17 [Tac. Ann. II, 49].

Nel 179 aev. E’ menzionato anche come tempio di Spes presso il Tevere [Liv. XL, 5, 6]. Nei calendari epigrafici la data della dedicazione è le Kal. Sext. [Fast. Arv. Vall. ILLRP 9; CIL I², 214; 240; 248; 323; Praen. NS 1897, 421]. Gli autori moderni ritengono che le rovine dell’edificio siano quelle del tempio meridionale che si trova sotto la chiesa di S. Nicola in Carcere, risalente al periodo repubblicano. Dagli scavi è stato possibile ricostruire una struttura lunga 30 metri e con larghezza uguale, di ordine ionico, in cui si accedeva al pronao con una scalinata di 12 o 13 gradini. Dato che esisteva un altro tempio, più antico, dedicato alla stessa divinità sull’Esquilino, quest’ultimo divenne noto come Spes Vetus.

 

Victoris Duabus in Palatino

Secondo Varrone Victoria è una divinità antichissima, generata dalla coppia primigenia Coelum e Terra e per questo chiamata Coeli filia [Var. L. L. V, 62] (vedi Vica Pota). Lo stesso autore le attribuisce come simboli la corona e la palma (Figura 130; Figura 131; Figura 132).

La tradizione vuole che il culto di Victoria sia stato istituito sul Palatino da Evandro [Dion. H. I, 32, 5], ma il primo tempio di cui si ha notizia è quello edificato su questo colle da L. Postumius Megellus quando era edile curule con gli introiti di alcune multe e dedicato da lui stesso come console, nel 294 aev prima di partire per andare a combattere i Sanniti [Fast. Praen. ad Kal. Aug.; NS 1897, 421; ILLRP 9; Liv. X, 33, 9]. Questa versione, che risale alle fonti di Livio, Fabio Pittore e Claudio Quadrigario, è stata messa in discussione dagli autori moderni che la ritengono inadeguata. È stato ipotizzato che Megellus fosse un avversario politico sia dei Claudii che dei Fabii e che gli annalisti appartenenti a queste gentes, abbiano cercato di sminuire i suoi meriti durante le Guerre Sannitiche, arrivando a nascondere il fatto che il tempio di Victoria fosse stato votato da Megellus proprio in occasione di una vittoria sui Sanniti.

Mentre era in costruzione il tempio della Magna Mater (204 – 191 aev), la sacra pietra, simbolo della Dea, fu custodita nel tempio di Victoria che doveva trovarsi non lontano [Liv. XXIX, 14, 3].

Il resti dell’area sacra furono riportati alla luce, attraverso varie campagne di scavo che hanno anche rivelato la presenza di un precedente luogo di culto dedicato ad una divinità non nota (forse Vica Pota, vedi V ID.  JAN. 9° Jan.). Seguendo il resoconto di Dionigi che parla della fondazione, da parte di Evandro, del culto di Pan al Lupercale e di quello di Victoria sul colle che lo sovrastava, si è ipotizzato che il tempio si trovasse nei pressi delle scalae caci, così com’è rappresentato su un dipinto pompeiano [CIL VI, 3733 = VI, 31059 = ILLRP 284; CIL VI, 31060]

Nelle fondazioni dell’edificio sacro sono state rinvenute le strutture di quella che poteva essere una tomba e che Wiseman attribuisce ad un sacrificio umano di fondazione.

 

Victoria Virgo

Nel 193 aev, vicino al tempio di Victoria, Catone fece costruire un’edicola dedicata a Victoria Virgo [Liv. XXXV, 9, 6]. La data della dedica era la stessa di quella del tempio. I resti di questa aedicula, prima identificati come l’”auguratorium”, sono stati portati alla luce accanto la podio del tempio di Victoria

Spei to Forum Holitorium

The temple of Spes to Forum Holitorium was built and dedicated by A. Atilius Caiatinus during the First Punic War, in 258 or 254 BCE [Cic. Leg. II, 28; Nat. Deor. II, 61 (which reads Spes, instead Fides); Tac. Ann. II, 49]. He was struck by lightning in 218 BCE. [Liv. XXI, 62, 4), burned in 213 BCE. and rebuilt the following year by a special committee [Liv. XXV, 7, 6; XXIV, 47, 15-16]. He burned again in 31 BCE. [Cass. God, I, 10, 3] and probably was restored by Augustus. Germanicus dedicated it in 17 [Tac. Ann. II, 49].

In 179 BCE. It is also mentioned as the temple of Spes at the Tiber [Liv. XL, 5, 6]. Epigraphic calendars the date of the dedication is the Kal. Sext. [Fast. Arv. Vall. ILLRP 9; CIL I², 214; 240; 248; 323]. Modern authors believe that the ruins of the building are those of the southern temple that is located under the church of St. Nicholas in Prison, dating from the Republican period. The excavations it was possible to rebuild a structure 30 meters long and with equal width, of Ionic order, which gave access to the porch with a staircase of 12 or 13 steps. Given that there was another temple, oldest, dedicated to the same divinities Esquiline, the latter became known as Spes Vetus.

 

Victoris duabus in Palatine

According to Varro Victoria is an ancient deities, made of pair and Coelum primeval Earth and for this called Coeli filia [Var. L. L. V, 62] (see Vica Pota). The same author attributes to the crown as symbols and the palm.

Tradition has that the cult of Victoria has been established on the Palatine by Evander [Dion. H., 32, 5], but the first temple of which we know is built on the hill by L. Postumius Megellus when aedilis curulis with the revenues of some fines and dedicated by him as consul, in 294 BCE before leaving to fight the Samnites [Fast. Praen. to Kal. Aug .; ILLRP 9; Liv. X, 33, 9]. This version, which dates back to the sources of Livy, Fabius Pictor and Claudius Quadrigarius, has been questioned by modern authors who deem inadequate. It was hypothesized that Megellus was a political opponent of both the Claudian that the Fabian and that the chroniclers belonging to those gentes, tried to belittle his merits during the Samnite Wars, coming to hide the fact that the temple had been voted to Victoria by Megellus on the occasion of a victory over the Samnites.

While it was being built the temple of the Magna Mater (204-191 BCE), the sacred stone, a symbol of the Goddess, he was kept in the temple of Victoria who was to be located not far [Liv. XXIX, 14, 3].

The remnants of the sacred area were brought to light through various excavations that revealed the presence of an earlier place of worship dedicated to an unknown deity (perhaps Vica Pota, see V ID. JAN. 9 Jan.). Following the account of Dionysius Evandrer fouded the cult of Pan at Lupercal and that of Victoria on the hill above him, it was assumed that the temple was near the scalae Caci, as it is represented on a painting Pompeian [CIL VI 3733 = VI, 31059 ILLRP = 284; CIL VI, 31060]

In the sacred building foundations the structures that have been found that could be a grave and Wiseman attaches to a human sacrifice foundation.

 

Victoria Virgo

In 193 BCE, near the temple of Victoria, Cato built shrine dedicated to Victoria Virgo [Liv. XXXV, 9, 6]. The date of the dedication was the same as that of the temple. The remains of this aedicula, first identified as the ” auguratorium “, were brought to light by the podium of the temple of Victoria

 

Picture

Hadrian. (117-138 AD). Orichalcum sestertius (27.30 gm). Rome, ca. 123-125 AD. IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG P M TR P COS III, laureate, cuirassed bust right, seen from front, fold of cloak on front shoulder / P M TR P COS III S C, Spes advancing left, holding flower and raising skirt. BMCRE 1256. Cohen 1154 var. RIC 612b