VII KAL. NOV.  (26) C – KAL. NOV. (1) C

Ludi Victoriae Sullanae

All’inizio erano definiti solo Ludi Victoriae, in seguito furono indicati come Victoriae Sullanae per distinguerli dai Ludi Victoriae Cesaris. Furono indetti la prima volta nell’81 aev per celebrare la vittoria di Silla sui Sanniti alla Porta Collina ed erano organizzati dai pretori.

Culminavano coi circenses delle Kal. Nov. L’anniversario della battaglia. Continua a leggere VII KAL. NOV.  (26) C – KAL. NOV. (1) C

XIV KAL. NOV. (19) NP

ARMILUSTRIUM

In questo giorno avveniva la purificazione delle armi da parte dei salii [Polyb. XXI, 10, 12; Liv. XXXVII, 33, 7] in un luogo chiamato Armilustrium, situato sul colle Aventino [CIL VI, 802; 975], dove, secondo la tradizione fu sepolto Tito Tazio [Plut. Rom. 23]. Questa cerimonia faceva parte dei riti di chiusura della stagione bellica di lunga durata (Martius – September) che già in età monarchica aveva sostituito quella più breve, della durata di soli due mesi, che si chiudeva in Majus. Continua a leggere XIV KAL. NOV. (19) NP

EID. OCT. (15) NP

October Equus

Sull’October Equus abbiamo poche informazioni che ci arrivano solo dallo storico greco Timeo, citato da Polibio, da alcune glosse di Festo e da un delle Questioni Romane di Plutarco.

Alle Eid. Oct. si svolgeva una corsa tra carri [Plut. Q. R. 97], bighe o trighe, il cavallo a destra del carro vincitore, chiamato October Equus [Fest. 178 – 179], era poi coronato di pani e sacrificato a Mars nel Campo Martio [Plut. Cit. Fest. Cit; 220; Polyb. XII, 4b, 1] dai pontefici e dal flamen martialis [Cas. Dio. XLIII, 24, 4] che lo uccideva trafiggendolo con una lancia presso l’ara Martis. Questo tipo di uccisione è insolita nella ritualistica romana, ma potrebbe essere stata dettata dal divieto di toccare i cavalli che avevano i flamines [Plin. Nat. Hist. XXVIII, 146]. La testa dell’animale era contesa tra gli abitanti della Suburra e quelli della Via Sacra: se l’avessero ottenuta i primi, l’avrebbero affissa sulla Torre Mamilia, i secondi alla Regia. Dopo l’immolazione e l’uccisione, la coda dell’animale era rapidamente portata alla Regia, dove il sangue era fatto colare sul focolare [Fest. Cit.]. Con questo sangue le vestali preparavano il suffimentum usato nei Palillia [Ov. Fast. IV, 732].

Il cavallo non è una vittima usuale nei sacrifici romani, infatti questo è l’unico caso in cui compare.

 

October Equus

we have little information we receive only from the historic greek Timaeus, quoted by Polybius, some glosses Festo and a Roman Issues of Plutarch.

The Eid. Oct. took place a race between wagons [Plut. QR 97], or trighe chariot, the horse to the right wagon winner, called October Equus [Fest. 178-179], was then crowned with loaves and sacrificed to Mars in the Campo Marzio [Plut. Cit. Fest. Cit; 220; Polyb. XII, 4b, 1] by the popes and the flamen martialis [Cas. Dio. XLIII, 24, 4] who killed him by stabbing him with a spear at the altar Martis. This kind of killing is unusual in the Roman ritual, but may have been dictated by the prohibition to touch the horses who had flamines [Plin. Nat. Hist. XXVIII, 146]. The animal’s head was disputed between the inhabitants of the Suburra and those of the Sacred Way: if they had obtained the first, would have affixed to the Turris Mamilia, the seconds to the Royal. After the immolation and killing, the tail of the animal was quickly brought to the Royal, where the blood was poured on the stove [Fest. Cit.]. With this blood the vestal virgins used in preparing the suffimentum for Palillia [Ov. Fast. IV, 732].

The horse is not a victim in the usual sacrifices Romans, in fact this is the only case in which it appears.

 

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Drachm circa 241-235, AR 3.24 g. Helmeted head of Mars r. Rev. Horse’s head r.; behind, sickle; below, ROMA. Sydenham 25. RBW 39. Crawford 25/2. Historia Numorum Italy 298.

PRID. OCT. (14) EN

Penatibus in Velia

Un tempio dedicato ai Penati era situate sul Velia, tradizionalmente sul sito che era stato occupato dalla casa del 3° re di Roma, Tullo Ostillo [Var. apud Non. 531; Solin. I, 22; Donat. ad Ter. Eun. 256], non lontano dal Foro, su una strada che conduceva alle Carinae [Dion. H. I, 68, 1], il tempio era probabilmente raggiungibile tramite una scala, come lascia intendere la citazione da parte di Varrone di scalae deum Penatium [Var. apud Donat. Cit.]. Non ci sono informazioni sulla sua costruzione, ma è menzionato nella lista dei sacella Argeorum [Var. L. L. V, 54] e, in base a Dionigi di Alicarnasso [Dion. H. Cit.] si pensa che la sua fondazione sia avvenuta poco prima della Prima Guerra Punica. Continua a leggere PRID. OCT. (14) EN

III EID. OCT. (13) NP

FONTINALIA

Questo giorno era la festa propria al Dio Fons, numen fontis [CIL VI, 151; 152], numen acquae [Juv. III, 19]. Secondo la tradizione riportata da Arnobio, Egli era figlio di Janus e Juturna [Arnob. Adv. Nat. III, 29]; in suo onore si gettavano ghirlande nelle fonti e si restauravano i muri dei pozzi [Var. L. L. VI, 23]. Un passo di Orazio [Hor. Car. III, 13] si riferisce forse a questa festa (o ai Neptunalia di Quinctilis): venivano gettate corone in fiumi, fonti e corsi d’acqua, e vi si versavano anche libagioni di vino. L’ode parla anche del sacrificio di un capretto il cui sangue sarebbe stato libato nell’acqua. Continua a leggere III EID. OCT. (13) NP

V EID. OCT. (11) NP

MEDITRINALIA

Feriae Jovis

Questo giorno era consacrato alla Dea Meditrina, di cui non ci resta alcuna informazione a parte una citazione nel lemma corrispondente di Festo [Fest. 123] e segnava la fine del periodo della vendemmia. Continua a leggere V EID. OCT. (11) NP

VII EID. OCT. (9) C

Felicitati, Genio Populi Romani, Veneri Victrici in Capitolio

I calendari epigrafici riportano, per questo giorno, un sacrificio a: Felicitas, Genius Publicus Populi Romani e Venus Victrix sul Campidoglio [Fast. Amit. Arval. ad VII Id. Oct., CIL I², 245; 214; 331]. Esistevano quindi dei luoghi di culto dedicati a queste divinità, oppure uno solo dedicato alla triade, sul colle Capitolino.

 

Felicitati, Genio Populi Romani, Veneri Victrici in Capitolio

Epigraphic calendars reported, in this day, a sacrifice to Felicitas, Genius Publicus Populi Romani and Venus Victrix on Capitol [Fast. Amit. Arval. to VII Id. Oct., CIL I², 245; 214; 331], so there were places of worship dedicated to these gods, or one dedicated to the triad, on the Capitoline hill.

 

Picture

Hadrianus (117-138 AD). Aureus (19 mm, 6.35 g), Roma (Rome), 119-122. Obv. IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG, laureate, draped and cuirassed bust to right. Rev. P M TR P COS III / GEN – P R, Genius Populi Romani Standing left, holding cornucopiae in left hand and patera in right. Cohen 796. RIC 123.

III Non. Oct. (5) C

Mundus Patet (Dies Religiosus)

Questa data non è segnata nei calendari epigrafici, tuttavia da una glossa di Festo sappiamo che il mundus veniva aperto in tre giorni durante l’anno. Il primo di questi era il 24 Sext., gli altri due giorni erano il 5 Oct. e l’8 Nov [Fest. 154, 156; 258]. Continua a leggere III Non. Oct. (5) C

IV NON. OCT. (4) C

Jejunium cereris

Nel 191 aev a Roma ed in altre città del Lazio si verificarono molti prodigia e templi furono colpiti da fulmini, per questo motivo furono consultati i libri sibillini. Il responso dei decemviri fu che i segni dovevano essere espiati indicendo una festa in onore di Cerere in cui ci si doveva astenere dal cibo (Jejunium cereris instituere [Ov. Met. I, 312; V, 534; Fast. IV, 535; Hor. Sat. II, 3, 291]) da celebrarsi ogni cinque anni. Fu decretata anche una supplicatio solenne e nove giorni di sacrifici espiatori [Liv. XXXVI, 37, 4 – 5]. Questa ricorrenza divenne probabilmente annuale al tempo di Augusto [Fast. Amit.]. Continua a leggere IV NON. OCT. (4) C