Natalis Urbis

Un mio scritto sul rito fondativo di Roma e le sue implicazioni teologiche

“L’atto primigenio, in quanto creazione di un cosmo, è rappresentazione della processione degli enti divini: all’uno indifferenziato, il centro e nucleo del cosmo, avviene la prima polarizzazione in cielo e terra, maschio e femmina, i due opposti che vengono riuniti nel rito dell’aratura che rappresenta simbolicamente la fecondazione del principio femminile: è a questo punto che esso, gravido di tutto ciò che deve esistere nel cosmo, affinché esso sia perfetto e completo, genera il tutto, in primo luogo lo spazio e il tempo. Un tutto che è però compreso nell’abito del sulcus poiché un cosmo perfetto necessita di completezza e chiusura: la circonferenza rimanda così al centro, la processione degli enti cominciata dal centro ritorna alla sua origine, non il centro terreno, che è solo una proiezione, un’immagine, ma al suo centro divino. Attraverso il sacrificio, che il fuoco trasmette nei cieli, ciò che procede dagli Dei torna agli Dei: si stabilisce così un nuovo cerchio che opera in senso “verticale” laddove il sulcus esiste sul piano “orizzontale”; anche il flusso tra i piani dell’esistenza è chiuso e perfetto. Così le due figure producono una sfera, il cosmo nella sua completezza e perfezione.”
https://www.academia.edu/25062736/Natalis_Urbis

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