III KAL. SEXT. (30) NP

Fortunae Huiusce Diei in Campo

Un tempio fu votato a Fortuna Huiusce Diei, la Fortuna di questo giorno, da Q. Lutatius Catulus il giorno della battaglia di Vercelli (101 aev.) [Plut. Mar. XXVI, 3], probabilmente con la formula

… eo die hostis fudisset… [Liv. XXIX, 36, 8; XXXII, 30, 10]

Fu da lui dedicato l’anno successivo [Plut. Mar. XXVI, 8; Fast. Allif. Pinc. ad III Kal. Aug., CIL I², 217; 219; 323], per questo divenne noto come aedes catuli [Var. R. R. III, 5, 12]. Continua a leggere III KAL. SEXT. (30) NP

VII KAL. SEXT. (26) C

Augurium Canarium

Non sappiamo esattamente in che periodo si svolgesse questo rituale; i pontefici ne fissavano il giorno anno per anno e gli autori moderni hanno formulato diverse ipotesi sul quando esso cadesse. Continua a leggere VII KAL. SEXT. (26) C

VIII KAL. SEXT. (25) NP

FURRINALIA

Furrina, o Furina, o Forina [Mart. Cap. II, 164; Fest. 88] era un’antichissima divinità italica e in tempi arcaici possedeva anche un flamen [Var. L. L. V, 84], tuttavia ai tempi di Varrone la sua identità era stata quasi del tutto dimenticata [Var. L. L. VI, 19]. Il suo nome è stato messo in relazione con furvus, nero, luttuoso o con l’umbro furfare, latino februare, purificare per cui la si riteneva forse una Dea del mondo infero (Marziano Capella la include nella lista delle divinità infere, assieme a Mania, uno dei nomi della Mater Larum) o forse una ninfa, legata ad una fonte che si trovava sul Gianicolo [CIL VI, 422]; in epoca classica fu associata alle Erinni (in latino Furiae [Mart. Cap. Cit; Cic. Nat. Deor. III, 18, 46]). Continua a leggere VIII KAL. SEXT. (25) NP

XI KAL. SEXT. (22) C

Concordiae

Il tempio di Concordia [Act. Arv. LVI; Plin. Nat. Hist. XXXIV, 73; 80; 89 – 90; XXXVI, 196; Serv. Aen. II, 116, Notitia; delubrum in Plin. Nat. Hist. XXXV, 66; XXXVII, 4] si trovava tra il Volcanal e le pendici del Campidoglio [Ov. Fast. I, 637 – 638; Act. Arv. Cit.; Serv. Aen. II, 116; Stat. Silv. I, 1, 31; Plut. Cam. XLII; Var. L. L. V, 148; 156], lo spazio circostante era chiamato area Concordiae [Liv. XXXIX, 56, 6; XL, 19, 2; Obseq. IV]. Continua a leggere XI KAL. SEXT. (22) C

XIV KAL. SEXT.  (19) NP – XII KAL. SEXT. (21) NP

LUCARIA

A quattro e due giorni di distanza dai Neptunalia, ci celebravano i due Lucaria, questa disposizione all’interno del calendario, che ritroviamo in molte altre circostanze, suggerisce che vi fosse una relazione tra le due festività e che Lucaria I e II, Neptunalia e Furrinalia formassero un unico complesso. Continua a leggere XIV KAL. SEXT.  (19) NP – XII KAL. SEXT. (21) NP

XV KAL. SEXT. (18) C

Dies Alliensis

Secondo la tradizione in questo giorno si svolse la battaglia presso il fiume Allia nella quale i Romani furono sconfitti dai Galli di Brenno nel 390 o 388 aev. La disfatta dell’esercito, la fuga e la dispersione delle truppe superstiti, permise ai nemici di arrivare facilmente alla conquista di Roma [Liv. V, 37 – 39; VI, 1; Verg. Aen. VII, 717; VIII, 652; Lucan. Phars. VII, 408]. Continua a leggere XV KAL. SEXT. (18) C

XVI KAL. SEXT. (17) C

Honori

Honos e Virtus erano divinità pertinenti alla sfera militare, come dimostra la loro.

Poiché i calendari epigrafici [ILLRP 9] riportano solo Honori, non è certo che questa sia la data della dedica del tempio di Honos et Virtus, infatti è possibile che si tratti di quella del tempio di Honos fuori dalla Porta Collina [Cic. Leg. II, 58; CIL VI, 3692 = VI, 30913 = ILLRP 157], costruito nel III sec. aev, tuttavia potrebbe trattarsi del giorno in cui fu dedicato il più antico tempio di Honos fuori Porta Capena che fu poi ridedicato come Honos et Virtus. Continua a leggere XVI KAL. SEXT. (17) C

EID. QUINCT. (15) NP

Transvectio Equitum

Questo giorno è ritenuto l’anniversario della dedica del tempio di Castore nel Foro nel 494 aev e della battaglia del Lago Regillio [Liv. II, 42, 5]. La cerimonia sembra quindi legata al culto di Castor.

La battaglia del Lago Regillio, secondo gli storici romani, fu decisa dall’intervento degli equites che, smontati da cavallo, si schierarono sul campo di battaglia, il loro intervento fermò la ritirata dei fanti che, riprendendo coraggio, riuscirono a respingere i Latini che furono poi inseguiti e sbaragliati dalla cavalleria, nel frattempo il dittatore invocò l’aiuto di Castor, che viene chiaramente associato ai cavalieri. Continua a leggere EID. QUINCT. (15) NP

II NON.  QUINCT.  (6) N – III EID. QUINCT. (13) C

Ludi Apollinares

I Ludi in onore di Apollo furono introdotti a Roma nel 212 aev. nel pieno della guerra contro Annibale, in quell’anno furono scoperte delle profezie scritte dal vate romano Marcio: una prevedeva la sconfitta di Canne, l’altra affermava che, se i Romani avessero voluto scacciare i nemici che erano giunti da lontano, avrebbero dovuto istituire dei giochi in onore di Apollo, da celebrare ogni anno

… Romani, se volete cacciar via i nemici, tumore giunto da lontano, penso che voi dobbiate far voto ad Apollo di istituire dei giochi, da celebrare gioiosamente ogni anno in onore di Apollo; ad essi, in parte contribuisca il popolo con denaro dell’erario, in parte contribuiscano i privati per loro e per le loro famiglie. La celebrazione di quei giochi sarà presieduta dal pretore che eserciterà al più alto grado, la giustizia per la cittadinanza e per la plebe. I decemviri celebrino i riti sacrificando vittime secondo il rito greco. Se così, correttamente, agirete, ne trarrete gioia per sempre e la vostra sorte andrà sempre migliorando. Infatti quel Dio che gioisce nel fecondare i vostri campi, distruggerà i vostri nemici… [Liv. XXV, 12] Continua a leggere II NON.  QUINCT.  (6) N – III EID. QUINCT. (13) C

III EID. QUINCT. (13) C

Apollini

Secondo I Fasti Anziati Maggiori, il 13° giorno di Quinctilis, in concomitanza con la chiusura dei Giochi Apollinari, si ricordava la dedica del primo tempio ad Apollo in Roma [ILLRP 9]. Nel 433 aev. A causa di una pestilenza fu votato un tempio al Dio Apollo [Liv. IV, 25, 3], che fu dedicato nel 431 dal console Cn. Julius [Liv. IV, 29, 7]. Trattandosi di un culto straniero fu eretto fuori dal pomerium [Liv. XXXIV, 43, 2; XXXVII, 58, 3], nel Campo Martio su un più antico luogo di culto chiamato Apollinar, un altare o un bosco sacro. Rimase l’unico tempio di questa divinità fino a quando Augusto non ne costruì un altro sul Palatino [Ascon. In Cic. Orat. 90 – 91]. Vi si tenevano le riunioni del Senato fuori dai confini della città [Liv. Cit.; XXXIX, 4, 1; XLI, 17, 4; Cic. Ad Q. Fr. II, 3, 3; Ad Fam. VIII, 4, 4; 5, 6; Ad Att. XV, 3, 1; cf. Lucan III, 103]. Continua a leggere III EID. QUINCT. (13) C