VII KAL. NOV.  (26) C – KAL. NOV. (1) C

Ludi Victoriae Sullanae

All’inizio erano definiti solo Ludi Victoriae, in seguito furono indicati come Victoriae Sullanae per distinguerli dai Ludi Victoriae Cesaris. Furono indetti la prima volta nell’81 aev per celebrare la vittoria di Silla sui Sanniti alla Porta Collina ed erano organizzati dai pretori.

Culminavano coi circenses delle Kal. Nov. L’anniversario della battaglia.

 

Ludi Capitolini

La data dei Giochi Capitolini non è ricordata nei calendari epigrafici perchè non si trattava di una festa pubblica, ma di una celebrazione indetta dal collegio dei Capitolini, una confraternita che sappiamo essere ancora attiva all’epoca di Cicerone che ne parla in una lettera al fratello [Cic. Q. Fr. II, 5, 2] e che, fin dalla sua fondazione, aveva il compito di celebrare questi ludi.

La precisa origine dei giochi non è nota, ma doveva essere antica, poichè la storiografia romana la faceva risalire a Romolo che li avrebbe istituiti o per commemorare la conquista di Veio [Plut. Rom. XXV, 6; Fest. 322], o la consacrazione di un tempio a Giove (quello di Juppiter Feretrius?) [Enn. Ann. Fr. 51 V apud Schol. Bern. Ad Georg. II, 384; Tert. Spect. V]; oppure a Camillo [Liv. V, 50] che li avrebbe celebrati per la mancata conquista del Campidoglio da parte dei Galli [Liv. Cit.].

Gli uomini vi assistevano vestendo la toga praetexta e, durante il loro svolgimento, avveniva un episodio curioso: un uomo anziano con indosso un abito bordato di porpora e una bulla d’oro era condotto attraverso il Foro fino al Campidoglio, mentre un araldo annunciava che ‘i Sardi erano in vendita’ [Fest. Cit.; Plut. Cit.].

Non si conosce l’origine di quest’usanza: Festo e Plutarco affermano che l’uomo anziano rappresentava il re di Veio che fu condotto tra i prigionieri che seguirono il corteo trionfale di Romolo e che Sardi si sarebbe riferito agli Etruschi, che si pensava fossero originari della Lidia e precisamente della città di Sardi [Fest. Cit.; Plut. Cit.]. Un’altra possibilità è che l’annuncio del banditore, a cui era associato il proverbio

… Sardi venales alius alio nequitor… [Fest. 322]

fosse diventato proverbiale dopo la conquista della Sardegna e della Corsica, nel 238 aev da parte di Tiberio Gracco, per via della grande quantità di prigionieri che arrivarono a Roma per essere venduti come schiavi a poco prezzo [Fest. Cit.].

È più probabile che questi giochi, che Tertulliano chiama Ludi Tarpei [Tert. Spect. V] fossero stati istituiti in occasione della consacrazione di un tempio a Juppiter: quello di Juppiter Optimus Maximus, o quello, più antico, di Juppiter Feretrius [Enn. Cit.; Tert. Spect. V].

Secondo la tradizione che risale ad Ennio, quando furono celebrati per la prima volta erano composti da gare di corsa e combattimenti di pugilato in cui i contendenti si ungevano il corpo di olio [Enn. Cit.; Serv. Dan. Aen. III, 384]. È possibile che si svolgessero anche danze in armi (bellicrepa) [Fest. 25].

 

Ludi Victoriae Sullanae

At first they were only defined Ludi Victoriae, they were later identified as Victoriae Sullanae to distinguish them from Ludi Victoriae Cesaris. They were organized the first time in 81 BCE to celebrate the victory over the Samnites to Silla Porta Collina and were organized by the magistrates.

They culminated with circuses of Kal. Nov. The anniversary of the battle.

 

Ludi Capitolini

The date of the Capitoline games is not mentioned in epigraphic calendars because it was not a public holiday, but a celebration held by the College of Capitoline, a brotherhood that we know is still active at the time of Cicero, who speaks in a letter to his brother [Cic. Q. Fr. II, 5, 2] and which, since its foundation, had the task of celebrating these Ludi.

The precise origin of the games is not known, but it had to be ancient, as the Roman historiography traced to Romulus that he instituted them, or to commemorate the conquest of Veii [Plut. Rom. XXV, 6; Fest. 322], or the consecration of a temple to Jupiter (Jupiter to Feretrius?) [Enn. Ann. Fr. 51 V apud Schol. Bern. To Georg. II, 384; Tert. Spect. V]; or Camillo [Liv. V, 50] which would have celebrated them for failure to conquer the Capitol by the Gauls [Liv. Cit.].

They watched the men wearing the toga praetexta and an old man wearing a robe edged with purple, and a gold bulla was conducted through the Forum to the Capitol, while a herald announcing that ‘the Sardinians were for sale’ [Fest. cit .; Plut. Cit.].

You do not know the origin of this: Festo and Plutarch say that the old man was the king of Veii, which was conducted among the prisoners who followed the triumphal procession of Romulus and Sardis would have referred to the Etruscans, which was thought It originated in Lydia, namely the city of Sardis [Fest. cit .; Plut. Cit.]. Another possibility is that the announcement of the auctioneer, who was associated with the proverb

… Sardi venales alius alio nequitor … [Fest. 322]

He had become proverbial after the conquest of Sardinia and Corsica, in 238 BCE by Tiberius Gracchus, because of the large number of prisoners who arrived in Rome to be sold as slaves cheaply [Fest. Cit.].

It is more likely that these games, which Tertullian called Ludi Tarpei [Tert. Spect. V] had been set up at the dedication of a temple to Jupiter: that of Jupiter Optimus Maximus, or that, oldest, of Jupiter Feretrius [Enn. cit .; Tert. Spect. V].

According to the tradition going back to Ennio, when they were celebrated for the first time they were composed of running races and boxing fights where the contenders were anointed body oil [Enn. cit .; Serv. Dan. Aen. III, 384]. They can also dances that were held in arms (bellicrepa) [Fest. 25].

Picture

  1. Nonius Sufenas. Silver Denarius (4.09 g), 57 BC. Rome. SVFENAS before, S C behind, head of Saturn right; behind, harpa and conical stone. Reverse SEX NONI in exergue, PR L V P F (Sextus Nonius, praetor ludos victoriae primus fecit) around, Roma seated left on cuirass and shield, holding spear, crowned by Victory standing to left behind her, holding palm. Crawford 421/1; Sydenham 885; Nonia 1