X KAL. SEPT. (21) NP

CONSUALIA

I Consualia erano celebrati in onore del Dio Consus [Var. L. L. VI, 20], si tratta di una festa estremamente antica che affonda le proprie origini all’inizio della storia della città. Secondo gli storici romani sarebbe stata istituita dagli Arcadi di Evandro [Dion. H. I, 33, 1 – 3], oppure da Romolo [Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV; Tert. Spect. V].

Consus è un’antica divinità romana che è stata identificata con Poseidone Hippus [Dion. H. I, 33; Liv. I, 9; Strabo. Geog. V, 3, 2; Plut. Rom. XIV; Q. R. 48; Serv. Aen. VIII, 635 – 637; Tert. Spect. V], o Poseidone Squoti-terra [Dion. H. II, 31], oppure Neptunus [Strabo. V, 3, 2]. Le fonti latine fanno derivare il suo nome da conslio, dare consigli [Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV; Serv. Aen. VIII, 635 – 637; Tert. Spect. V; Nat. II, 11, 10; Ov. Fast. III, 199; Fest. 41; Ps. Ascon. In Cic. Verr. I, 31 (pg 142 – 43 Or); August. C. D. IV, 11; Arnob. III, 23; Aus. Ecl. XXIII, 20], ma si tratta di una falsa etimologia; l’origine va invece cercata nel verbo condere, riunire, seppellire, nascondere, immagazzinare i raccolti (condere o recondre) [Col. XII, 10], dalla radice indoeuropea *dhe-, mettere, immagazzinare. Il participio consus sarebbe una forma arcaica conservatasi nel vocabolario religioso assieme alla forma regolare conditus e a consivus, un appellativo del Dio.

Legato alle attività agricole, specificamente Consus presiedeva all’imagazzinamento dei raccolti, non è un caso quindi che il suo altare si trovasse nel Circo Massimo, assieme a quello di altre divinità che proteggevano le varie fasi del lavoro agricolo: Seia, Segetia, Tutilina, Consus presiedevano alla serie delle operazioni che si svolgevano nei campi: semina, mietitura, preparazione ed immagazzinamento dei cereali. La festa di Consus cadeva quindi dopo la fine dei raccolti, nel mese Sextilis, tuttavia vi erano altre due feste deidcate a questa divinità, una all’inizio di Quinctilis (vedi sacrum Consi) e una in December (vedi Consualia in December).

L’altare di Consus, che si trovava nei pressi delle Metae Murciae, era sotterraneo e normalmente non era visibile poiché l’accesso era chiuso in superficie da porte [Serv. Aen. VIII, 636 – 37; Tert. Spect. V; VIII; Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV]. Veniva aperto solo in occasione delle feste del Dio, quando vi si svolgevano i riti [Spect. V; Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV; Var. L. L. VI, 20]. Si trattava probabilmente di un templum sotterraneo, una sala quadrangolare in cui si trovava l’altare per i sacrifici; sulla superficie del terreno il sito era sormontato da un podio, forse circolare, in cui si apriva l’ingresso al sotterraneo (normalmente chiuso), a sua volta coperto da una cupola sostenuta da colonne, i cui intercolumni erano chiusi da grate metalliche.

La collocazione ipogea è stata messa in relazione con l’uso, in tempi molto antichi, di immagazzinare i cereali, in strutture sotterranee. Un’altra ipotesi, che però oggi è stata scartata dagli studiosi, vuole che la collocazione dell’altare di Consus e la derivazione da condere, seppellire, lo identificassero come una divinità ctonia connessa con la germinazione dei cereali dopo la semina.

Ai Consualia l’accesso all’altare del Dio era aperto e il flamen quirinalis e le vestali vi sacrificavano le primizie dei raccolti [Dion. H. II, 30; Tert. Spect. V]. Nel Circo si svolgevano dei ludi, che, all’epoca delle nostre fonti storiche, comprendevano corse di cavalli, di carri, competizioni atletiche, corse di muli [Dion. H. II, 30 – 31; Tert. Spect. V; Fest. 148] e probabilmente anche spettacoli mimici e danze [Ov. A. A. I, 111 – 112] a cui presiedevano dei sacerdoti (gli stessi che avevano compiuto il sacrificio? I pontefici?) [Var. L. L. VI, 20]. In questo giorno muli e cavalli riposavano dai loro lavori e venivano coronati di fiori [Plut. Q. R. 48; Fest. 148; CIL I, 237]. Poichè le competizioni equestri sono state introdotte a Roma solo sotto il regno dei Tarquini [Liv. I, 35, 8 – 9] e i giochi scenici in epoca ancora successiva, è probabile che, in tempi arcaici, si svolgessero solo competizioni atletiche molto semplici che Varrone chiama “giochi di briganti”, che consistevano in prove di agilità e abilità su pelli bovine indurite accompagnati da musica e canti [Var. Vita Pop. Rom. I apud Non. 21]

Secondo la tradizione fu durante la celebrazione dei giochi dei Consualia, quattro mesi dopo la fondazione della città [Plut. Rom. XIV], o quattro anni dopo [Dion. H. II, 31], che furono rapite le Sabine: Romolo, poiché nella sua città mancavano donne, o per stringere alleanze con le città vicine (o per avere il pretesto per una guerra) mandò a chiedere che gli fossero mandate delle giovani affinchè sposassero uomini romani, ma le sue richieste furono rifiutate; allora decise di indire dei grandi giochi in onore di Consus a cui invitò i popoli confinanti. Durante il loro svolgimento i giovani romani rapirono le donne non ancora sposate. Da tale azione scaturì una guerra che si concluse solamente con l’intervento delle donne rapite che accettarono di vivere a Roma e di sposare gli uomini romani. La pace tra i romani e i sabini fu sancita presso il sacello di Cloacina e in seguito Romolo sancì le unioni tra i suoi concittadini e le donne straniere, istituendo così i più antichi riti matrimoniali. [Plut. Rom. XIV; Dion. H. II, 30 – 31; Serv. Aen. VIII, 635; Liv. I, 9, 1 – 2; Cic. Rep. II, 12; Prop. II, 6, 21-22; IV, 4, 57-58; Verg. Aen. VIII, 635 – 641; Ov. A. A. I, 101 – 30; Fast. III, 189 – 200; VI, 93 – 95; Strabo. V, 3, 2; Val. Pat. I, 8, 6; Val. Max. II, 4, 4; Plin. Nat. Hist. XV, 119; Flor. I, 1, 10; Ps. Ascon. in Cic, Verr. I, 31 (142 – 143 Or); App I, fr. 5, 1; Polyen VIII, 3, 1; Tert. Spect. V, 5; Min. Fel. Oct. XXV, 3; Eutr. I, 2, 2; Ps. Aur. Vict. Vir. Ill II, 1, 4; Macr. Sat. I, 9, 17; Aus. Ecl. XXIII, 19-22; August. C. D. II, 17; Oros. II, 4, 2; Mal. VIII, 6; Zon. VII, 3 – 4].

 

Consualia

The Consualia were celebrated in honor of the god Consus [Var. L. L. VI, 20], it is a very ancient festival that has its origins at the beginning of the city’s history. According to the Roman historians it would be set up by the Arcadians of Evander [Dion. H. I, 33, 1-3], or by Romulus [Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV; Tert. Spect. V].

Consus was an ancient Roman deity who was identified with Poseidon Hippus [Dion. H. I, 33; Liv. I, 9; Strabo. Geog. V, 3, 2; Plut. Rom. XIV; Q. R. 48; Serv. Aen. VIII, 635-637; Tert. Spect. V], or Poseidon Squoti-earth [Dion. H. II, 31], or Neptunus [Strabo. V, 3, 2]. The Latin sources derive its name from conslio, give advice [Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV; Serv. Aen. VIII, 635-637; Tert. Spect. V; Nat. II, 11, 10; Ov. Fast. III, 199; Fest. 41; Ps. Ascon. In Cic. Verr. I, 31 (pg 142-43 Or); August. C. D. IV, 11; Arnob. III, 23; Aus. ECL. XXIII, 20], but it is a false etymology; the source must be sought rather in the verb condere, bring together, bury, hide, store the collected (or condere recondre) [Col. XII, 10], from the Indo-European root * dhe-, put, store. The participle Consus would be an archaic form preserved in the religious vocabulary along with the regular form conditus and consivus, an epithet of God.

Related to farming activities, specifically Consus presided all’imagazzinamento of crops, it is not by chance that his altar he was in the Circus Maximus, along with that of other deities that protected the various stages of agricultural work: Seia, Segetia, Tutilina, Consus presided over the series of transactions that were carried out in the fields planting, harvesting, preparation and storage of cereals. The Consus party then fell after the end of the crops, in the month Sextilis, however there were two other deidcate parties to this deity, one at the beginning of Quinctilis (see sacrum Coun) and in December (see Consualia in December).

The altar of Consus, who was in the vicinity of metae Murciae, was underground and normally was not visible because access was closed to the surface from ports [Serv. Aen. VIII, 636-37; Tert. Spect. V; VIII; Dion. H. II, 31; Plut. . XIV] rom. It was open only during the celebrations of God, when there took place the rites [Spect. V; Dion. H. II, 31; Plut. Rom. XIV; Var. L. L. VI, 20]. It was probably a templum underground, a square room where he was an altar for sacrifices; on the surface of the land the site was surmounted by a podium, perhaps circular, in which opened the entrance to underground (normally closed), in turn covered by a dome supported by columns, whose intercolumns were closed by metal grates.

The underground location has been associated with the use, in very ancient times, to store grain in underground facilities. Another hypothesis, but now has been discarded by scholars, says that the placement of the altar of Consus and the derivation from condere, bury, him identify themselves as a chthonic deities connected with the germination of grains after sowing.

Consualia to access the altar of God was opened and the flamen Quirinalis and vestals you sacrificed the first fruits of the crops [Dion. H. II, 30; Tert. Spect. V]. It took place in the Circus of the ludi, that at the time of our historical sources, included horse racing, chariot, athletic competitions, mule rides [Dion. H. II, 30-31; Tert. Spect. V; Fest. 148] and probably mimic shows and dances [Ov. A. A. I, 111-112] who presided priests (the same ones who had made the sacrifice? The pontiffs?) [Var. L. L. VI, 20]. On this day the mules and horses were resting from their jobs and were crowned with flowers [Plut. Q. R. 48; Fest. 148; CIL I, 237]. As the equestrian competitions were introduced in Rome only in the reign of Tarquinius [Liv. I, 35, 8-9] and scenic games still later, it is likely that, in early times, were held a few very basic athletic competitions which Varro calls “bandits games”, which consisted in agility trials and abilities of skins hardened beef accompanied by music and singing [Var. Pop Life. Rom. I apud Non. 21]

According to tradition, during the celebration of the Consualia games, four months after the founding of the city [Plut. Rom. XIV], or four years after [Dion. H. II, 31], who were kidnapped the Sabine: Romulus, since in his town were missing women, or to form alliances with neighboring cities (or to have a pretext for a war) sent to ask that they send the young people so that They marry Roman men, but his requests were rejected; then he decided to hold the great games in honor of Consus to which he invited the neighboring peoples. During them the young Romans abducted women not yet married. From this sprang action a war that only ended with the intervention of the abducted women who agreed to live in Rome and marry Roman men. The peace between the Romans and the Sabines was sanctioned at the Cloacina shrine and later Romolo sanctioned marriages among his fellow citizens and foreign women, thus establishing the oldest marriage rites. [Plut. Rom. XIV; Dion. H. II, 30-31; Serv. Aen. VIII, 635; Liv. I, 9, 1 – 2; Cic. Rep. II, 12; Prop. II, 6, 21-22; IV, 4, 57-58; Verg. Aen. VIII, 635-641; Ov. A. A., 101-30; Fast. III, 189-200; VI, 93-95; Strabo. V, 3, 2; Val. Pat. I, 8, 6; Val. Max. II, 4, 4; Plin. Nat. Hist. XV, 119; Flor. I, 1, 10; Ps. Ascon. in Cic, Verr. I, 31 (142-143 Or); The app, fr. 5, 1; Polyen VIII, 3, 1; Tert. Spect. V, 5; Min. Fel. Oct. XXV, 3; Eutr. I, 2, 2; Ps. Aur. Vict. Vir. Ill II, 1, 4; Macr. Sat. I, 9, 17; Aus. Ecl. XXIII, 19-22; August. C. D. II, 17; Oros. II, 4, 2; Mal. VIII, 6; Zon. VII, 3 – 4].

 

Picture

Titurius L. f. Sabinus AR Denarius. Rome, 89 BC. Head of the Sabine king, Tatius, right; ligate TA (for Tatius) to right / Two soldiers, facing each other, each carrying off a Sabine woman in his arms; L•TITVRI in exergue. Crawford 344/1a; RSC Tituria 1. 3.66g, 19mm, 10h.

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