EID.  APR. (13) NP

Iovi et Libertati

Il tempio si trovava sull’Aventino, forse nei pressi di quello di Juno Regina, dove attualmente c’è la chiesa di S. Sabina. Fu dedicato in origine il 13° Apr. [ILLRP 9] e restaurato da Augusto [Reg. Gest. XIX, 2; Babelon, Egnatia 3] che lo ridedicò alle Kal. Sept. [Fast. Arv. ad Kal. Sept.; CIL I pg 214; 328]. Fu votato e costruito da Ti. Sempronius Graccus quando era edile nel 246 aev [Liv. XXIV, 16, 19] e vi si trovava un dipinto che celebrava la vittoria di Benevento del 214, posto da suo figlio.

L’edificio è rappresentato su un denario fatto coniare da C. Egnatius nel 75 aev [Babelon, Egnatia 3]: proprio lo studio dell’immagine su questa moneta che mostra due statue di culto, una con il pilleum e l’altra che impugna dei fulmini, ha permesso di risolvere il problema della divinità titolare del tempio, ovvero, di determinare che vi si veneravano assieme Juppiter e Libertas, da cui le ambiguità delle fonti che oscillano tra l’uno e l’altra [Fest. 121; Liv. XXIV, 16, 19; Reg. Gest. XIX, 2], oppure riportano Juppiter Libertas [CIL I pg 214; 328]

Iovi Victori

Il tempio (aedes) fu votato nel 295 aev durante la battaglia di Sentinum dal dittatore Q. Fabius Maximus Rullianus, il quale, in seguito, vi depose le spoglie dei Sanniti sconfitti [Liv. X, 29, 14; 18]. Nel 293 aev L. Papirius, durante la battaglia di Aquilonia, votò una coppa di vino nuovo a Juppiter Victor, il che ha fatto pensare che il tempio fosse già stato dedicato [Liv. X, 42, 7]. La data della dedicazione fu le Eid. Apr. [Ov. Fast. IV, 621; ILLRP 9]. Viene menzionato in età imperiale come luogo in cui si riunì il senato dopo l’assassinio di Caligola, nel 41 [Jos. Ant. Iud. XIX, 4, 3] e perché colpito da un fulmine nel 54 [Cas. Dio. XL, 35], mentre nel 42 un fulmine colpì un altare che si trovava nelle sue vicinanze [Cas. Dio. XLVII, 40, 2].

Secondo i cataloghi regionali si trovava nella Regio X, sul Palatino, ma tale collocazione è più consona al tempio di Juppiter Invictus, il cui epiteto, in età imperiale, venne a essere confuso con Victor.   Un’epigrafe, trovata nei giardini del Quirinale [CIL VI, 438 = 30767] con una dedica a Juppiter Victor da parte di T. Aebutius Carus, triumviro coloniae deducendae nel 183 aev, attesta l’esistenza di questo culto sul Quirinale già in epoca medio-repubblicana, il che lascia pensare che il tempio si trovasse su questo colle.

 

Iovi et Libertati

The temple was on the Aventine, maybe close to that of Juno Regina, where now the church of St. Sabina is. It was originally dedicated on 13th Apr. [ILLRP 9] and restored by Augustus [Reg. Gest. XIX, 2; Babelon, Egnatia 3] who rededicated it at Kal. Sept. [Fast. Arv. to Kal. Sept .; The CIL pg 214; 328]. It was voted and built by Ti. Sempronius Graccus when aedilis in 246 BCE [Liv. XXIV, 16, 19]; his son put there a painting celebrating the victory of Benevento, 214 BCE

The building is depicted on a denarius coined by C. Egnatius in 75 BCE [Babelon, Egnatia 3]: precisely the study of the image of this coin showing two cult statues, one with lightning and the other wearing the pilleum, has solved the problem of the temple owner deity. Jupiter and Libertas were worshipped together, so the ambiguity of the sources oscillating between one and the other [Fest. 121; Liv. XXIV, 16, 19; Reg. Gest. XIX, 2], or report Jupiter Libertas [CIL The pg 214; 328]

Iovi Victori

The temple (aedes) was voted in 295 BCE at the Battle of Sentinum by the dictator Q. Fabius Maximus Rullianus, who, later on, put down there the remains of the defeated Samnites [Liv. X, 29, 14; 18]. In 293 BCE L. Papirius, during the Battle of Aquilonia, voted a new cup of wine to Jupiter Victor, which makes us think that the temple was already dedicated [Liv. X, 42, 7]. The date of the dedication was the Eid. Apr. [Ov. Fast. IV, 621; ILLRP 9]. It is mentioned in the imperial age as a place where the Senate met after the assassination of Caligula in 41 [Jos. Ant. Iud. XIX, 4, 3]; struck by lightning in 54 [Cas. Dio. XL, 35], while in the 42 lightning struck an altar nearby [Cas. Dio. XLVII, 40, 2].

According to regional catalogs it was in the Regio X, on the Palatine, but this place is more suited to the temple of Jupiter Invictus, whose epithet, in imperial times, came to be confused with Victor. An epigraph, found in the Quirinal gardens [CIL VI, 438 = 30767] with a dedication to Jupiter Victor by T. Aebutius Carus, Triumvir coloniae deducendae in 183 BCE, shows the existence of this cult on the Quirinal already in medium-Republican age, suggesting that the temple was located on this hill.

 

Picture

  1. Egnatius Cn. f. Cn. n. Maxumus

Denarius 75, AR 3.91 g. MAXSVMVS Winged bust of Cupid r., bow and quiver of arrows over shoulder. Rev. Distyle temple, within which stand Jupiter and Libertas facing; to l., VII, and to r., [CN·N]. In exergue, C·EGNATIVS·[CN· F]. Babelon Egnatia 2. Sydenham 788. Crawford 391/2.

KAL. SEPT. (1) F

Jovi Tonanti in Capitolio

Un tempio a Giove Tonante fu edificato da Augusto, dopo che un fulmine gli cadde vicino durante una campagna militare in Spagna. L’edificio sacro fu costruito sul colle Capitolino e dedicato alle Kal. Sept. del 22 aev. [Mon. Anc. IV, 5; Suet. Aug. XXIX; Mart. VII, 60, 2; Cas. Dio LIV, 4; Fast. Amit. Ant. Arv. ad Kal. Sept., CIL I², 244; 248; VI, 2295; VI, 32323, 1, 31). Il nome Juppiter Tonans era una traduzione del greco Ζεὺς βροντῶν [Cas. Dio cit.], che appare anche traslitterato in latino in due iscrizioni [CIL VI, 432; 2241]. Era famoso per la sua magnificenza [Suet. Cit.]: i muri erano di marmo [Plin. Nat. Hist.  XXXVI, 50] e racchiudeva numerose opera d’arte [Plin. Nat. Hist. XXXIV, 78 – 79]. Augusto lo visitava spesso e, in un’occasione si dice che abbia sognato che Giove si lamentasse che la popolarità del nuovo tempio avesse allontanato i devoti dal grande tempio Capitolino; al che Augusto rispose che Giove Tonante era solo il guardiano delle porte di Giove Capitolino e fece appendere delle campane ai timpani del primo per indicare questa relazione [Suet. Aug. IX; cfr. Mart. VII, 60, 1]. Questo dimostra che il nuovo tempio doveva trovarsi molto vicino all’ingresso di quello più antico e quindi all’angolo sud-est della collina, sopra il foro [cfr. Claud. De Sext. Cons. Hon. 44 – 46]. Il tempio è rappresentato su alcune monete di Augusto come esastilo con al centro una statua di Giove che in una mano tiene I fulmini e nell’altra lo scettro, forse la riproduzione di una famosa opera di Leochares [Plin. Nat. Hist. XXXIV, 79].

 

Jovi Libero in Aventino

Il tempio di Juppiter Libertas (poi chiamato Juppiter Liber) sull’Aventino, probabilmente vicino a quello di Juno Regina, fu originariamente dedicato alle Eid. Apr. [ILLRP 9: Iov(i) Leibert(ati)]. Restaurato da Augusto, fu ridedicatio alle Kal. Sept.  [Fast. Arv. ad Kal. Sept., CIL I, 214; 328 Iuppiter Liber]. L’edificio sacro era dedicato a due divinità: Juppiter (probabilmente con l’epiteto Liber) e Libertas. Non conosciamo la data della sua costruzione, ma sembra che sia avvenuta da parte di Ti. Sempronius Gracchus, console nel 238 aev, che l’avrebbe dedicato a Libertas. All’interno vi era un dipinto che celebrava la sua vittoria a Benevento del 214 aev [Liv. XXIV, 16, 19; Fest. 121]. L’edificio è rappresentato sul verso di un denario coniato da Cn. Egnatius Maxumus nel 75 aev. attraverso due colonne della facciata appaiono due statue di culto, identificate ocme Juppiter (contraddistinto dal simbolo del fulmine sul timpano sovrastante) e Libertas (contrassegnata dal pilleum) [Babelon Egnatia 3. Sydenham 788. Crawford 391/2].

L’edificazione di questo tempio avvenne in un periodo di grandi cambiamenti sociali nella Roma repubblicana: durante la guerra contro Annibale, lo stato fu costretto a procedere all’arruolamento di 24000 servi [Val. Max. VII, 6, 1], cui sono da aggiungere 8000 volontari sempre di condizione servile [Liv. XXII, 57, 11]. Fautore di questi arruolamenti fu lo stesso Ti. Sempronoius Gracchus, che sconfisse i carteginesi a Benevento, anche grazie all’apporto di questi combattenti. In cambio del loro servizio nell’esercito romano, i servi furono affrancati e ottennero la cittadinanza romana. Pochi anni dopo, nel 197 aev. durante il trionfo di C. Cornelius Cethegus (a seguito della vittoria sugli Insubri) e nel 194 aev. durante quello di Ti. Flaminius, si videro ancora masse di schiavi affrancati dai generali vincitori [Liv. XXXIII, 23, 1 – 6; XXXIV, 52, 12].

Si spiega in questo contesto la dedica di un tempio a Libertas, divinità tutelare dgli schiavi manomessi. Juppiter Liber appare probabilmente in relazione all’acquisizione della cittadinanza da parte dei liberti e come garante del giuramento che essi prestavano, jusjurandum libertati (la presenza di Juppiter alla cerimonia della manumissio è attestata anche nel santuario di Feronia a Terracina [Serv. Aen. VIII, 564; Plaut. Amph. 460 – 462]). Possiamo anche notare le analogie tra la manumissio e il rito dell’assunzione della toga virilis da parte dei giovani romani (a tale analogia rimanda anche la dedica, nello stesso periodo, di un tempio a Juventas, Dea dei nuovi togati [August. C. D. IV, 11]): gli schiavi che si accingevano alla manumissio, così come i giovani romani, venivano rasati e veniva loro imposto il pilleum bianco [Diod. Sic. XXXI, 15, 2], simbolo del loro nuovo status, analogo, nella funzione, alla toga pura (è però vero, che coloro che combatterono a Benevento, ricevettero il diritto di indossare, come segno dell’ottenimento della cittadinanza, una toga bianca pretextata e il lorum, un amuleto, simile alla bulla [Liv. Cit.]).

 

Junoni Regina in Aventino

Il tempio sull’Aventino fu votato da Camillo alla Juno Regina di Veio, prima della presa della città, nel 396 aev, e da lui dedicato nel 392 aev [Liv. V, 21, 3; 22, 6 – 7; 23, 7; 31, 3; 52, 10]. All’interno fu posta la statua lignea della Dea proveniente dalla città conquistata, dopo l’evocatio [Dion. H. XIII, 3; Plut. Cam. VI; Val. Max. I, 8, 3] ed è spesso menzionato in occasione della procuratio di prodigia [Liv. XXI, 62, 8; XXII, I, 17; XXXI, 12, 9; cfr XXVII, 37, 7]. Fu ridedicato da Augusto, probabilmente nello stesso giorno del suo dies natalis.

 

Jovi Tonanti in Capitolio

A temple to Jupiter the Thunderer was built by Augustus, after a lightning fell by during a military campaign in Spain. The church was built on the Capitoline Hill, dedicated to Kal. Sept. 22 BCE. [Mon. Anc. IV, 5; Suet. Aug. XXIX; Mart. VII, 60, 2; Cas. Dio LIV, 4; Fast. Amit. Ant. Arv. to Kal. Sept., CIL I², 244; 248; VI, 2295; VI, 32323, 1, 31). The name Jupiter Tonans was a greek translation Ζεὺς βροντῶν [Cas. Dio cit.], Which also appears transliterated in Latin inscriptions in two [CIL VI, 432; 2241]. It was famous for its magnificence [Suet. Cit.]: The walls were marble [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 50] and contained numerous art work [Plin. Nat. Hist. XXXIV, 78-79]. Augusto frequently visiting him and, on one occasion is said to have dreamed that Jupiter complained that the popularity of the new temple the devotees had departed from the great Capitoline temple; to which Augustus said that Jupiter Thunderer was only the guardian of the gates of Jupiter and made hanging of the bells to the ears of the first to show this relationship [Suet. Aug. IX; cfr. Mart. VII, 60, 1]. This shows that the temple had to be very close to the entrance of the older one and then at the southeast corner of the hill, above the hole [see. Claud. De Sext. Cons. Hon. 44-46]. The temple is represented on some coins of Augustus as hexastyle with a central statue of Jupiter in a hand he holds Lightning and in the other a scepter, perhaps playing a famous work of Leochares [Plin. Nat. Hist. XXXIV, 79].

 

Jovi Libero in ​​Aventino

The temple of Jupiter Libertas (then called Jupiter Liber) on the Aventine, probably close to that of Juno Regina, was originally dedicated to the Eid. Apr. [ILLRP 9: Iov (i) Leibert(ati)]. Restored by Augustus, it was re-dedicated to Kal. Sept. [Fast. Arv. to Kal. Sept., CIL I, 214; 328 Jupiter Liber]. The church was dedicated to two gods: Jupiter (probably with the epithet Liber) and Libertas. We do not know the date of its construction, but it seems to have occurred by you. Sempronius Gracchus, consul in 238 BCE, that would dedicate to Libertas. Inside there was a painting celebrating his victory at Benevento in 214 BCE [Liv. XXIV, 16, 19; Fest. 121]. The building is represented on the reverse of a denarius coined by Cn. Egnatius Maxumus in 75 BCE. through two columns of the facade appear two statues of worship, identified OCME Jupiter (marked with the lightning symbol on the tympanum) and Libertas (marked pilleum) [Babelon Egnatia 3. Sydenham 788. Crawford 391/2].

The construction of this temple took place in a period of great social changes in Republican Rome: during the war against Hannibal, the state was forced to carry out the enrollment of 24000 servants [Val. Max. VII, 6, 1], which is to add more and bondage 8000 volunteers [Liv. XXII, 57, 11]. Proponent of these enlistments was the same Ti. Sempronoius Gracchus, who defeated the Carthageans in Benevento, also thanks to these fighters. In exchange for their service in the Roman army, the servants were freed and obtained Roman citizenship. A few years later, in 197 BCE. during the triumph of C. Cornelius Cethegus (following the victory over Insubri) and in 194 BCE. during one of Ti. Flaminius, they still saw masses of freed slaves from the general winners [Liv. XXXIII, 23, 1-6; XXXIV, 52, 12].

He explains in this context the dedication of a temple to Libertas, tutelary deity dgli tampered slaves. Jupiter Liber appears likely related to the acquisition of citizenship by freedmen and as a guarantor of the oath that they lent, jusjurandum Libertati (the presence of Jupiter in the ceremony of manumissio is also attested in the sanctuary of Feronia in Terracina [Serv. Aen. VIII , 564; Plaut. Amph. 460-462]). We can also note the similarities between the manumissio and the ritual of taking the toga virilis by young Romans (in this analogy also see the dedication, in the same period, of a temple at Juventas, Goddess of the new stipendiary [August. CD IV , 11]): the slaves who were about to manumissio, as well as the young Romans, were shaved and they were told the pilleum white [Diod. Sic. XXXI, 15, 2], a symbol of their new status, similar in function to the pure toga (it is true that those who fought in Benevento, received the right to wear, as a sign of obtaining the citizenship, a white toga pretextata and Lorum, an amulet, like bulla [Liv. Cit.]).

Junoni Reginae in Aventino

The temple on the Aventine was voted by Camillo to Juno Regina of Veii, before the taking of the city, in 396 BCE, and he dedicated in 392 BCE [Liv. V, 21, 3; 22, 6 – 7; 23, 7; 31, 3; 52, 10]. It was placed inside a wooden statue of the Goddess from the conquered city after Evocatio [Dion. H. XIII, 3; Plut. Cam. YOU; Val. Max. I, 8, 3] and is often mentioned during the procuratio of prodigia [Liv. XXI, 62, 8; XXII, I, 17; XXXI, 12, 9; cf. xxvii, 37, 7]. It was rededicated by Augustus, probably on the same day of his Dies Natalis.

 

Picture

Augustus. Silver Denarius (3.80 g), 27 BC-AD 14. Colonia Patricia(?), ca. 19 BC. CAESAR AVGVSTVS, bare head of Augustus left. Reverse IOV TO[N], hexastyle temple of Jupiter containing statue of the god standing left, holding thunderbolt and scepter. RIC 64; BMC p. 64, note; RSC 180