PRID. SEXT. (12) C

Herculi Invicto in Circo

Un tempio dedicato a Ercole Vittorioso si trovava in Foro Boario [Liv. X, 23, 3], di forma circolare [Macr. Sat. III, 6, 10; Fest. 242], si ricordano gli affreschi del poeta Pacuvio che lo decoravano [Plin. Nat. Hist. XXXV, 19]. Presso questo tempio si trovava forse un altare dedicato a Pudicitia Patricia [Fest. Cit.; Liv. Cit.]. Questo edificio non era lontano dal Circo Massimo e, nelle sue vicinanze si trovava l’Ara Maxima dedicata sempre ad Ercole, quindi è possibile che in questa data vi si svolgessero dei sacrifici. Continua a leggere PRID. SEXT. (12) C

II KAL. QUINCT. (29) F

Herculi Musarum

Un tempio dedicato a Ercole e alle Muse [Ov. Fast. VI, 797; Mart. IV, 49, 13] fu eretto da M. Fulvius Nobilior dopo la cattura di Ambracia nel 189 aev (probabilmente dopo il suo trionfo nel 187 aev.). Le fonti raccontano che Fulvius costruì questo tempio perché apprese in Grecia che Ercole era musagete [Eumen. pro rest. Schol. VII, 8 (c. 297 A.D.); Cic. pro Arch. 27). E vi depose una copia dei Fasti con le sue annotazioni (forse fu la prima opera di questo tipo) [Macr. Sat. I, 12, 16; Var. L. L. VI, 33) e le statue delle nove Muse e di Ercole che suonava la lira da Ambracia [Plin. Nat. Hist. XXXV, 66; Ov. Fast. VI, 812; A. A. III, 168); vi pose anche un altare di bronzo dedicato alle Muse e, si diceva, risalente ai tempi di Numa che fu nel tempio di Honos et Virtus [Serv. Aen. I, 8]. Le statue di Ercole e delle Muse furono rappresentate su denarii di Q. Pomponius Musa, nel 64 aev. [Babelon II, 361; Cohen, Med. Cons. 266, pl. 34, 4; BM. Rep. I, 441, 3602-3632]. Nel 29 aev. L. Marcius Philippus restaurò il tempio costruendo un portico, il porticus philippi, [Suet. Aug. XXIX].

 

Herculi Musarum

A temple dedicated to Hercules and the Muses (Figure 99) [Ov. Fast. VI, 797; Mart. IV, 49, 13] was erected by M. Fulvius Nobilior after the capture of Ambracia in 189 BCE (probably after his triumph in 187 BCE.). The sources say that Fulvius built this temple because it learned in Greece that Hercules was musagete [Eumen. pro rest. Schol. VII, 8 (c. A.D. 297); Cic. pro Arch. 27). And he placed a copy of the Fasti with his notes (perhaps it was the first work of this type) [MACR. Sat. I, 12, 16; Var. L. L. VI, 33) and the statues of the nine Muses and Hercules playing the lyre from Ambracia [Plin. Nat. Hist. XXXV, 66; Ov. Fast. VI, 812; A. A. III, 168); He also placed a bronze altar dedicated to the Muses, and, it was said, dates back to the times of Numa who was in the temple of Honos et Virtus [Serv. Aen. I, 8]. The statues of Hercules and the Muses were represented on denarii of Q. Pomponius Musa, in 64 BCE. [Babelon II, 361; Cohen, Med. Cons. 266, pl. 34, 4; BM. Rep. I, 441, 3602-3632]. In 29 BCE. L. Marcius Philippus restored the temple building a porch, the porticus philippi, [Suet. Aug. XXIX].

 

Picture

Q.Pomponius Musa, Pomponia, Rome, 66 BC (RRC) 67 BC (BMCRR), Denarius , AR, gr. 4,0, mm 19. Laureated head of Apollo r.; behind, Q. POMPONI, before, MVSA. Rv. Hercules r., wearing lion-skin and playing lyra; before, club; on r. HERCVLES, on l. MVSARVM. RRC 410/1; BMCRR Rome 3602; B. Pomponia 8, Sydenham 810; Catalli 2001, 585.

II NON.  JUN. (4) C

Herculi Magno Custodi

Il tempio di Hercules Magnus Custos [CIL I2, 221; I, 240; 324; CIL I, 319; Ov. Fast. VI, 209 – 212] presso il Circo Flaminio, secondo alcuni autori, fu edificato prima del 218 aev, poiché in quell’anno i Libri Sibillini decretarono una supplica e un lectisternium per Ercole e Juventas, che si ritiene sia stato compiuto in questo tempio [Liv. XXI, 62, 9], per questo potrebbe essere stato edificato durante la costruzione del Circo stesso, di cui Ercole doveva essere il protettore; tuttavia Livio non menziona il luogo in cui fu compiuto il lectisternium e l’argomento risulta molto debole. Un’altra ipotesi, basata su un passo dei Fasti di Ovidio [Ov. Fast. VI, 209 – 12], è che il tempio sia stato costruito da Silla, ma anche in questo caso, l’esistenza di un altare a Hercules Sullanus, contraddice l’ipotesi.

La relazione funzionale tra Ercole e i giochi e le attività ginniche connesse al circus (Vitruvio afferma che i templi di Ercole devono essere edificati presso il circus in quelle città in cui non vi siano gymnasia e anfiteatri [Vitr. I, 7, 30]), lasciano comunque propendere per una stretta relazione tra questo tempio e il Circo Flaminio, che permette di supporre che Hercules Magnus Custos fosse stato invocato come custode del circus e dei ludi (in alternativa il primo tempio dedicato a Ercole nei pressi del Circo Flaminio sarebbe quello di Ercole e le Muse, aspetto del Dio poco confacente al genere di ludi che si svolgevano nel III sec. aev). È anche possibile che il tempio sia stato votato indipendentemente dal Circo, su prescrizione dei Libri Sibillini, durante la guerra gallica del 225 – 222 aev, quando le armate nemiche giunsero a soli tre giorni di marcia da Roma, per invocare la protezione del Dio sulla città e l’allontanamento del pericolo. Alcune fonti lo collocano nel presso il Circo Massimo, di fronte a quello di Bellona [CIL I, 240; 324; Ov. Fast. VI, 209 – 12] e del Porticus Minucia [CIL I, 319].

Una statua del Dio vi fu posta nel 189 aev. [Liv. XXXVIII, 35, 4].

Data la vicinanza con la festa di Dius Fidius, è possibile che l’epiteto di Ercole, si riferisca alla custodia dei giuramenti, sappiamo infatti che i Romani avevano due modi di giurare, “per Dio Fidio” e “per Ercole”. Inoltre è nota l’identificazione tra Semo Sancus (a sua volta identificato con Dius Fidius) con Ercole

 

II NO. JUN. (4) C

Herculi Great Guardian

The temple of Hercules Custos Magnus [CIL I2, 221; I, 240; 324; CIL I, 319; Ov. Fast. VI, 209-212] at the Flaminio Circus, according to some authors, was built before 218 BCE, because in that year the Sibylline Books decreed a supplication and a lectisternium for Hercules and Juventas, believed to have been made in this temple [Liv. XXI, 62, 9], for this may have been built during the construction of the circus itself, which Hercules had to be the protector; But Livy does not mention the place in which it was accomplished lectisternium and the argument is very weak. Another hypothesis, based on a passage of the Fasti of Ovid [Ov. Fast. VI, 209-12], it is that the temple was built by Sulla, but even in this case, the existence of an altar to Hercules Sullanus, contradicts the hypothesis.

The functional relationship between Hercules and games and fitness activities connected to the circus (Vitruvius states that the Hercules temples must be built at the circus in those cities where there are no gymnasia and amphitheatres [Vitr. I, 7, 30]), leave anyway lean towards a close relationship between this temple and the Circus Flaminius, which allows to suppose that Hercules Custos Magnus had been invoked as a guardian of the circus and ludi (alternatively the first temple dedicated to Hercules near the Flaminio Circus would be to Hercules and the Muses, aspect of God’s little suited to the kind of ludi that took place in the third century. BCE). It is also possible that the temple was voted independently of the Circus, on the order of the Sibylline Books, during the Gallic War of 225-222 BCE, when enemy armies came just three days’ march from Rome, to invoke the protection of God on cities and the removal of the danger. Some sources place it in at the Circus Maximus, opposite to that of Bellona [CIL I, 240; 324; Ov. Fast. VI, 209-12] and the Porticus Minucia [CIL I, 319].

A statue of God was laid in 189 BCE. [Liv. XXXVIII, 35, 4].

Given its proximity to the Dius Fidius party, it is possible that the epithet of Hercules, is referring to the keeping of oaths, we know that the Romans had two ways to take the oath, “for God Fidio” and “Hercules.” It is also known the identification between Semo Sancus (in turn identified with Dius Fidius) Hercules

 

Picture

Caracalla Augustus 198-217, Denarius circa 213, AR 18mm, 3.52 g. ANTONINVS PIVS AVG Laureate head right. Rev. P M TR P XVI COS IIII P P Hercules standing left, holding branch and club with lion skin. RIC 206b. C. 221. BMC pag. 440

III NON.  APR. (3) C

Hercules Victor

… In questo giorno si onorava Ercole Vincitore come dispensatore di buona salute. In questo mese era costume astenersi dal consumare rafano… Nei suoi [di Ercole] misteri gli uomini si vestivano da donna… infatti, dopo l’infertilità portata dall’inverno, [all’arrivo della primavera] i semi iniziano a germogliare… [Lyd. Mens. IV, 67].

Il passo di Giovanni Lido a prima vista può sembrare strano e discutibile, tuttavia, non è l’unico che fa riferimento a un travestimento femminile che ha come protagonista Ercole: nei Fasti, Ovidio racconta di Faunus che, invaghitosi della bella Omphale, tenta di sedurla. La ragazza però scambia i suoi vestiti con Ercole, così Faunus, credendo di sorprendere la giovane addormentata, si ritrova a giacere con l’eroe greco [Ov. Fast. 303 – 58].

Alcuni autori hanno visto in questi passaggi dei riferimenti a riti dionisiaci (Lido parla appunto di misteri, che però ascrive a Ercole e non a Dioniso), durante l’iniziazione dionisiaca era infatti usuale abbigliarsi come un membro del sesso opposto.

Altri invece hanno ritenuto che si trattasse di rituali legati alla rinascita primaverile, connessi a un culto di Ercole – Melquart di origine orientale, forse penetrato a Roma in epoca arcaica, che aveva il suo centro nel santuario dell’Ara Maxima.

 

Hercules Victor

… On this day on honored Hercules Victor, good health giver. In this month it was customary to refrain from consuming horseradish … In His [Hercules] mysteries men dressed as women … In fact, after winter infertility, [on spring arrival] the seeds start to germinate … [Lyd. Mens. IV, 67].

The passage of Johannes Lydus at first glance may seem strange and questionable, however, is not the only one refering to a female disguise that features Hercules: in Ovid’s Fasti, Faunus who fell in love with beautiful Omphale, try to seduce her. The girl, however, exchanged her clothes with Hercules, so Faunus, thinking to surprise the girl asleep, finds himself lying with the greek hero [Ov. Fast. 303-58].

Some authors have seen in these passages a reference to Dionysian rites (Lido precisely speaks of mysteries, but ascribes to Hercules and not to Dionysus), during the Dionysian initiation in fact dressing as a member of the opposite sex was usual.

Modern authors think to some indications related to spring revival rituals, linked to a cult of Hercules – Melquart coming from Near East, possibly penetrated in Rome in ancient times, having its center in Ara Maxima sanctuary.

 

Picture

HADRIAN (117-138). Denarius. Rome. Obv: HADRIANVS AVGVSTVS. Laureate bust right, slight drapery on far shoulder. Rev: COS III. Herakles seated right on cuirass, holding Victory and club set on shields. RIC 148.

X KAL. JAN. (21) NP

Divalia

In questo giorno cadeva la festa della Dea Angerona, per cui era chiamato anche Angeronalia [Var. L. L. VI, 23]: secondo una notizia riportata da Varrone si svolgeva un sacrificio alla Dea nella curia Acculeia [Var. Cit.; Solin. Col. Rer. Mir. I, 4 – 6], mentre Macrobio riporta che i pontefici sacrificavano alla Dea al sacellum Volupiae [Macr. Sat. I, 10, 7]; è possibile che le due strutture fossero vicine e si trovassero nei pressi della Porta Romanula nel punto in cui la Nova Via entrava nel Velabrum. Probabilmente, nel suo luogo di culto, esisteva una statua della dea che la rappresentava con la bocca imbavagliata e sigillata dal dito indice premuto sulle labbra [Plin. Nat. Hist. III, 5, 65; Macr. Sat. I, 10, 7; Solin. Col. Rer. Mir. I, 6].

Gli studiosi hanno dato diverse interpretazioni di questa antica divinità[1]che oggi sono ormai superate. È ormai accettato che Angerona derivi il suo nome da un sostantivo *angus/*angeris, non attestato, ma da cui viene l’aggettivo angustus, piccolo, stretto: la derivazione è analoga a quella dei nomi di altre divinità come Pomona da pomus, Mellona da mel[2]. Sarebbe quindi la Dea del giorno la cui durata è minima, quello più breve

tempus quo angusta lux estad minimum diei sol pervenit spatium… [Macr. Sat. I, 21, 15]

cioè il solstizio invernale, infatti la Sua festa cade proprio in questo giorno.

Angerona è collegata anche al nome arcano di Roma, che era anche legato alla sua divinità tutelare, che era nefas pronunciare in pubblico [Plin. Cit; Solin. Col. Rer. Mir. I, 4 – 6; Serv. Aen. I, 277]: da un lato è stata vista come la rappresentazione del silenzio e della segretezza che doveva proteggere tale nome, simboleggiato dalle labbra sigillate [Plin. Cit; Solin. Cit.]; da un altro si è ipotizzato, già in epoca antica, che Essa stessa fosse la divinità tutelare della città [Macr. Sat. III, 9, 3 – 4] e che il gesto in cui era mostrata fosse un invito a non pronunciare il Suo nome.

Cereri et Herculi

Secondo Macrobio, in questo giorno si offrivano dei sacrifici a Ercole e Cerere (l’autore del IV sec. riporta il XII Kal. Jan. Del calendario giuliano che corrisponde al X Kal. Jan. Di quello repubblicano): una scrofa gravida, pane e vino misto a miele, mulsum [Macr. Sat. III, 11, 10].

 

Divalia

On this day Goddess Angerona was celebrated, so it was also called Angeronalia [Var. LL VI, 23]: according to Varro ceremonies took place a sacrifice to the goddess in the Curia Acculeia [Var. Cit .; Solin. Col. Rer. Mir. I, 4-6], while Macrobius reports that the popes sacrificed to the Goddess at the sacellum Volupiae [Macr. Sat. I, 10, 7]; it is possible that the two facilities were close and they were near the port Romanula where the Via Nova entered the Velabrum. Probably there was a statue of the goddess that represented Her mouth gagged and sealed by the index finger pressed to his lips [Plin. Nat. Hist. III, 5, 65; MACR. Sat. I, 10, 7; Solin. Col. Rer. Mir. I, 6].

Scholars have given different interpretations of this ancient deities that are now outdated. It is now accepted that Angerona derives its name from *angus / *angeris, no otherwise known, through the adjective angustus, small, narrow: the derivation is the same as the names of other gods as Pomona by Pomus, Mellona by mel. It would be the goddess of the day whose length is minimal, the shorter

… Tempus quo narrow lux east … to minimum diei sol pervenit spatium … [MACR. Sat. I, 21, 15]

that is, the winter solstice, in fact Her feast was celebrated on this day.

Angerona is also connected to the secret name of Rome, and her tutelary deity, who was nefas pronounce in public [Plin. Cit; Solin. Col. Rer. Mir. I, 4 – 6; Serv. Aen. I, 277]: on the one hand She was seen as the representation of silence and secrecy that had to protect that name, symbolized by the lips sealed [Plin. Cit; Solin. Cit.]; from another, it was assumed, in ancient times, that She herself was the tutelary deity of the city [Macr. Sat. III, 9, 3-4] and that the gesture was an invitation not pronounce Her name.

Cereri et Herculi

According to Macrobius, on this day a sacrifices to Hercules and Ceres (the author of the fourth century gives the XII Kal. Jan. of Julian calendar corresponding to the X Kal. Jan. of the Republican one): a pregnant sow, bread and wine mixed with honey, mulsum [Macr. Sat. III, 11, 10] were offered.

 

Picture

PISIDIA, Selge. Severus Alexander. AD 222-235. Æ (30mm, 15.66 g, 6h). Laureate, draped, and cuirassed bust right, seen from behind; c/m: H / Helios standing facing, head right, holding torch; to right, Selene standing left, raising hand to mouth and holding torch.

[1] J. Hubaux – ANGERONA in L’Antiquité Classique T. 13, (1944), pp. 37-43 e bibliografia ivi

[2] G. Perrini – Angerona in Hellenismo Poseideon 2788 – 2789 pgg 24 – 31