Rito Romano parte I – Purificazione

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Per compiere un rito, qualunque esso sia, è necessario che il celebrante e coloro che partecipano, siano in condizioni di purezza. Cosa significa?

Possiamo dire che è necessario possedere una purezza di intento, una purezza fisica e una purezza rituale

 

… La legge vuole che ci si rivolga agli Dei in maniera pura (caste): ciò si riferisce all’animo, naturalmente, che comprende ogni cosa, ma non esclude la purezza del corpo. Però bisogna mettere in chiaro che, quando si sta attenti ad aver puro il corpo nel rivolgersi agli Dei, molto più si deve stare attenti alla purezza dell’animo, che sta molto più in del corpo. L’impurità fisica, con un’aspersione d’acqua o lasciando passare un po’ di giorni, si leva; la macchia dell’animo né col tempo scompare né c’è acqua corrente che la possa lavar via… [Cic. Leg. II, 10, 24]

 

Purezza di intento

È necessario accostarsi ai riti e agli Dei con animo puro, con intenzione pura, con serenità e deponendo odio, malanimo, pensieri negativi, rimorsi

 

… via di qui,

lungi da qui scellerati che nutrite empietà celata

nel cuore, o ritenete troppo lunga la vecchiaia del genitore stanco,

oppure se vi sia in voi un consapevole rimorso di aver percosso la madre,

e perciò temete il severo Eaco con la sua urna infernale.

Invito qui gli uomini innocenti e puri… [Stat. Silv. III, 12 – 17]

 

Tanto meno ci si può accostare a un rito sacro se ha commesso un crimine, o un atto di empietà, o si medita di farlo

 

… in presenza del Dio [Vulkanus], davanti agli altari, ordino che si allontani da questa terra, lontano da qui, chiunque ha commesso un crimine o medita nel suo cuore di farlo… [Grat. Fal. Cyn. 447 – 449]

 

Purezza fisica

Le norme sacre prevedono che, oltre a una mente pura, anche il corpo del celebrante e dei partecipanti al rito, sia esente da impurità.

Esse impongono di non avere rapporti sessuali la notte che precedeva la celebrazione dei riti religiosi, anche quelli del culto domestico [Hist. Aug. Sev. Alex. XXIX, 2]

 

… anche voi voglio che vi allontaniate, via dagli altari, / voi che avete trascorso la notte tra i piaceri di Venere… [Tib. II, 1, 12 – 13]

… c’è nessuno che si levi al mattino dal letto

di una tenera fanciulla, e possa subito accostarsi

ai santi Dei?… [Ov. Am. III, 7, 53 – 55]

 

Il sangue mestruale era ritenuto fonte di una grave contaminazione, per cui le donne, durante il periodo mestruale, sono impure e non possono compiere irti religiosi [Fest. 11 M; Lucil. Inc. Sed. Fr. 1186 M]

 

Prima di una cerimonia religiosa è opportuno non consumare cibi che possano lasciare un alito sgradevole, come aglio e cipolla [Col. Agr. IX, 14, 3]

Per rimuovere simbolicamente le impurità dal corpo, prima di compiere un rito religioso è necessario purificarsi con acqua, possibilmente di fonte, in ogni caso corrente [Tib. I, 1, 15; Ov. Fast. V, 438].

I Romani prendevano un bagno alle terme all’inizio della giornata nella quale si svolgevano le cerimonie

 

… vado a lavarmi, poiché devo compiere un sacrificio (eo lavatum, ut sacruficem)… [Plaut. Aul. 579]

 

Questo non era però sufficiente, poiché, arrivati sul luogo del sacrificio, era necessario compiere ulteriori atti purificatori: solitamente i partecipanti erano aspersi d’acqua con un ramo di arbor felix, alloro o ulivo, ma anche rosmarino (l’ulivo è più adatto per riti funebri)

 

… l’alloro bagnato spruzzò rugiadose stille di acqua… [Ov. Fast. IV, 728]

 

Al celebrante l’acqua è versata sulle mani da una brocca, tenuta nella mano destra e raccolta in un largo bacile tenuto con la sinistra [Non. 543, 12; 546, 5; 544, 20; 547, 3; Fab. Pict. Jus. Pont. Fr. 4 P apud Non. 544, 20]. In alternativa egli può prendere direttamente l’acqua da un bacino lustrale. L’azione è ripetuta tre volte

 

… con le mani attinse la pura acqua del fiume

tre volte spruzza il capo, tre volte solleva le palme

al cielo… [Ov. Fast. IV, 314 – 16]

 

Il celebrante si versa poi l’acqua sul capo tre volte e sulle vesti, sempre tre volte e alla fine si asciuga in un tessuto di lana con i bordi frangiati

 

… attinsero l’acqua, si spruzzarono le vesti e il capo, e quindi volsero il passo verso il tempio della santa Temi… [Ov. Met. I, 370 – 73]

 

Purezza rituale

Le leggi sacre prescrivevano che alcuni riti fossero riservati ad alcune categorie di persone e interdetti ad altre, ad esempio i riti in onore di Ercole erano interdetti alle donne [Macr. Sat. I, 12, 28; Prop. IV, 9, 69; Plut. Q. R. 60; Gel. XI, 6, 1; Tert. Ad. Nat. II, 7; Serv. Aen. VIII, 179], così come quelli per Silvanus [Cato Agr. LXXXIII; CIL VI, 579; Juv. VI, 447; Schol. ad loc.].

Agli uomini era vietato assistere ai riti per Bona Dea [Fest. 278 M; Cic. De Domo XL, 105; De Har. Resp. V, 8; XVII, 37; XVIII, 38; Cic. Har. Resp. XVII; Plut. Caes. IX, 7; Cas. Dio. XXXVII, 45, 1; Schol. Bob. In Clod. Et Cur. pg 336 Orelli], o accedere al penus vestae [Ov. Fast. VI, 254; Serv. Aen. IX, 4; Lact. Inst. III, 20, 4; App. B. C. I, 54]

 

Exesto significa extra esto: in certe cerimonie religiose, l’araldo gridava a più riprese hostis, vinctus, mulier, virgo, exesto. Con questa formula proibiva loro di assistere alla cerimonia [Fest. 82 M]

 

Segno della purezza di coloro che partecipano a una cerimonia religiosa, è la veste bianca che indossano (ovvero sono albati [CIL XIV, 2112, 30])

 

… venite con vesti immacolate

e attingete acqua di fonte con mani pure…

e dietro lo segue la folla vestita di bianco e coronata di alloro… [Tib. II, 1, 14 segg.]

 

… lo seguirò vestito di bianco, con la testa cinta di mirto… [Tib. I, 10, 27]

 

Per questo motivo è assolutamente da evitare di partecipare a un rito religioso con indosso vesti scure, considerate segno di lutto [Paul. Sent. I, 21, 4; Mart. VI, 58, 7; Ov. Ib. 246]

 

 

 

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