Navigium Isidis

III NON. MAR. (5) F

Il Navigium Isidis [Lyd. Mens. IV, 45] era una festa dedicata a Iside Pelagia, divinità marina, ma collegata anche alla fertilità e alla crescita del grano, come possiamo dedurre dal frammento di un inno attribuito a Claudiano [Claud. Carm. Fr XI K].

In questo giorno si invocava la protezione della Dea sulla navigazione e venivano riaperte le rotte commerciali nel Mediterraneo dopo l’interruzione dei traffici dovuta ai mesi invernali.

La descrizione dei riti che si svolgevano ci è data da Apuleio nelle Metamorfosi [Apul. Met. XI, 9 – 11; 16 – 17]: all’alba si svolgeva una solenne processione in onore di Iside e Serapide a cui partecipava tutto il popolo. Davanti andavano donne vestite di bianco che spargevano petali di fiori, seguite da musicisti e flautisti; poi venivano gl’iniziati ai misteri isiaci seguiti dai sacerdoti che portavano i simboli della Dea: una lanterna d’oro a forma di nave, degli altarini che simboleggiavano la Sua provvidenza soccorritrice, un ramo di palma lavorato in oro, il caduceo, una mano sinistra aperta simbolo della giustizia, un vaso d’oro a forma di mammella piena di latte, un setaccio d’oro pieno di rametti d’oro, un’anfora. Venivano quindi le statue degli Dei Egizi: Anubi, con caduceo e un ramo di palma, una vacca simbolo di fecondità, la cesta con gli arredi sacri, un’urna d’oro simbolo di Iside. Il corteo giungeva fino al mare dove il sommo sacerdote, tenendo una torcia, dopo averla purificata con zolfo e un uovo, dedicava alla Dea il modello di una nave egizia; i partecipanti vi deponevano delle offerte e quindi veniva liberata dagli ormeggi, alla presenza delle immagini divine, mentre i devoti libavano latte sull’acqua marina. La processione tornava verso il tempio di Iside e lì i sacerdoti recitavano una preghiera per chiedere la protezione delle divinità sull’imperatore, il Senato, i cavalieri, il popolo romano e i naviganti e poi dichiaravano solennemente aperta la stagione della navigazione.

Il rito, benché antico, assunse sempre rilevanza in età imperiale.

 

III NON. MAR. (5) F

Navigium Isidis

The Isidis Navigium [Lyd. Mens. IV, 45] was a holyday dedicated to Isis Pelagia, sea goddess, also linked to fertility and grain growth, as we can infer from the fragment of a hymn attributed to Claudian [Claud. Carm. Fr XI K].

On this day he invoked the protection of the Goddess routes in the Mediterranean Sea were reopened to navigation and trade after the interruption of traffic due to the winter months.

The description of the rites performed is given by Apuleius in the Metamorphoses [Apul. Met. XI, 9 – 11; 16-17]: at dawn a solemn procession in honor of Isis and Serapis was held and the whole people participated in it. In front women dressed in white who scattered flower petals, followed by musicians and flute; then came the initiated to the mysteries of Isis, followed by the priests bearing the symbols of the goddess: a golden lantern shaped like a ship, altars symbolizing Her providence, a palm branch worked in gold, the caduceus, a hand left open the symbol of justice, a golden vase in the shape of the breast full of milk, a golden sieve filled with gold sprigs, an amphora. So were the statues of the Egyptian Gods: Anubis, with a caduceus and a palm branch, symbol of cow fertility, the basket with the vestments, a golden urn symbol of Isis. The procession came down to the sea where the high priest, holding a torch and cleanse it with sulfur and an egg, dedicated to the Goddess model of an Egyptian ship. Participants deposed bids in it and then it was freed from its moorings, in the presence of the divine image, while devotees poured milk libations onto seawater. The procession returned to the Isis temple and there the priests recited a prayer to ask the protection of the Gods on the emperor, the Senate, the knights, the Roman people, and the sailors and then solemnly declared open season of navigation.

The ritual, though ancient, always assumed importance in imperial times.

Picture

Julia Domna, Wife of Septimius Severus and Mother of Caracalla. (). Silver denarius (3.38 gm). Rome, Ca. 200 AD. IVLIA AVGVSTA, draped bust right/ SAECVLI FELICITAS, Isis standing right, polos on head, stepping on to prow of ship before her, holding wreath in right hand and naked Horus in left; behind her, ship stern and rudder.

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