VIII KAL. OCT. (23) F

Apollini

In questa data il tempio di Apollo nel Campo Martio fu ridedicato dopo un restauro. [Fast. Urb. Arv. ad IX Kal. Oct.; CIL I2, 215; 252; 339].

Latonae ad Theatrum Marcelli, Marti, Neptuno in Campo

Non abbiamo informazioni su questi templi che dovevano trovarsi nel Campo Martio, è probabile che si tratti di ri-dedicazioni augustee di templi che si trovavano tra l’area del Campo Martio vero e proprio e il Circo Flaminio.

Il tempio di Neptunus, sarebbe quindi il tempio in Circo la cui data di dedicaizone sarebbe stata alle Kal. Dec. (vedi Kal. Dec.)

Il tempio di Marte può essere identificato con il tempio di Marte in Circo Flaminio citato da Plinio [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 26]. L’edificio fu edificato da D. Junius Brutus Callaicus ex manubiis, dopo il suo trionfo sui lusitani avvenuto nel 133 aev su progetto dell’architetto Hermodorus di Salamina [Corn. Nep. Exemp. Fr. 26 P apud Prisc. VIII, 17, GLK II, 383]: all’interno si trovavano una statua di culto di Marte, opera di Skopas minore e una di Venere [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 26], sulle pareti della cella erano incisi versi saturnii di Accio [Schol. Bob. In Cic. Pro Arch. XI, 27; Val. Max. VIII, 14, 2]. I resti di questo edificio sono stati identificati al di sotto della chiesa di S. Salvatore in Campo: doveva trattarsi di una struttura in marmo pantelico senza podio, in stile ellenistico.

 

Apollini

On this day the temple of Apollo in the Campo Marzio was rededicated after a restoration. [Fast. Urb. Arv. to IX Kal. Oct .; CIL I2, 215; 252; 339].

Latonae ad Theatrum Marcelli, Marti, Neptuno in Campo

We have no information about these temples that should have been in the Campo Martio, but it is likely that these mentions are August re-dedications of temples that were around the area of ​​the Campo Martio itself and the Circus Flaminius.

The temple of Neptunus would thus have been the temple in Circus whose dedication date was at the Kal. Dec. (see Kal. Dec.)

The temple of Mars can be identified with the temple of Mars in Circo Flaminio cited by Pliny [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 26]. It was built by D. Junius Brutus Callaicus ex manubiis, after his triumph over the Lusitans in 133 BCE on a project by the architect Hermodorus of Salamina [Corn. NEP. Exemp. Br. 26 P apud Prisc. VIII, 17, GLK II, 383]: inside there was a cult statue of Mars, a work by minor Skopas and one of Venus [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 26]; on the walls of the cell verses saturnii by Accius were engraved [Schol. Bob. In Cic. Pro Arch. XI, 27; Val. Max. VIII, 14, 2]. The remains of this building have been identified underneath the church of S. Salvatore in Campo: it must have been a pantelic marble structure without a podium, in Hellenistic style.

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Severus Alexander AR Denarius, Mars reverse. Severus Alexander (222-235 AD). AR Denarius (20 mm, 3.11 g), Roma (Rome), 231-235 AD. Obv. IMP ALEXANDER PIVS AVG, laureate and draped bust right. Rev. MARS VLTOR, Mars advancing right, holding spear and shield. RIC 246.

II NON.  QUINCT.  (6) N – III EID. QUINCT. (13) C

Ludi Apollinares

I Ludi in onore di Apollo furono introdotti a Roma nel 212 aev. nel pieno della guerra contro Annibale, in quell’anno furono scoperte delle profezie scritte dal vate romano Marcio: una prevedeva la sconfitta di Canne, l’altra affermava che, se i Romani avessero voluto scacciare i nemici che erano giunti da lontano, avrebbero dovuto istituire dei giochi in onore di Apollo, da celebrare ogni anno

… Romani, se volete cacciar via i nemici, tumore giunto da lontano, penso che voi dobbiate far voto ad Apollo di istituire dei giochi, da celebrare gioiosamente ogni anno in onore di Apollo; ad essi, in parte contribuisca il popolo con denaro dell’erario, in parte contribuiscano i privati per loro e per le loro famiglie. La celebrazione di quei giochi sarà presieduta dal pretore che eserciterà al più alto grado, la giustizia per la cittadinanza e per la plebe. I decemviri celebrino i riti sacrificando vittime secondo il rito greco. Se così, correttamente, agirete, ne trarrete gioia per sempre e la vostra sorte andrà sempre migliorando. Infatti quel Dio che gioisce nel fecondare i vostri campi, distruggerà i vostri nemici… [Liv. XXV, 12]

Furono consultati anche i Libri Sibillini che confermarono l’istituzione di questi ludi e così fu deciso che i decemviri, che fino ad allora non avevano presieduto a riti sacrificali, vi avrebbero compiuto sacrifici graeco ritu [Liv. Cit.].

All’inizio la celebrazione si svolgeva il 13° giorno di Quinctilis, il finanziamento dei giochi spettava all’erario pubblico, ma vi concorrevano anche a donazioni di privati, mentre l’organizzazione era sotto la responsabilità del pretore urbano. Durante i primi Ludi Apollinares i decemviri sacrificarono un bue ornato d’oro ad Apollo, due capre bianche, anch’esse ornate d’oro, a Diana e una vacca ornata d’oro per Latona. L’erario fornì al pretore 12000 assi per il rito e due vittime adulte [Liv. Cit.]. Il popolo partecipò indossando corone di fronde, le matrone offrendo suppliche, inoltre in tutte le case si tennero banchetti a porte aperte, cosicché chiunque avrebbe potuto entrare e beneficiare dell’ospitalità del padrone [Liv. Cit].

All’inizio le celebrazioni non avevano cadenza annuale, il senato, infatti, li indiceva anno per anno (erano cioé festa conceptiva). Solo nel 208 aev, in seguito ad una pestilenza, fu emanato un senatoconsulto che istituiva i Ludi Apollinares come festa stativa, da celebrarsi annualmente nel 13° Quinct. [Liv. XXVII, 23, 5].

Col tempo la durata dei festeggiamenti si allungò fino a prendere sette giorni, dal 6° al 13° Quinct.

Erano composti di ludi scoenici [Fest. 326; Cic. Brut. XX, 78; pro. Mur. XIX, 40; Plin. Nat. Hist. XXXIII, 53; XIX, 23, 59; Val Max. II, 4, 6; Cic. Phil. I, 15, 36; II, 13, 31; X, 3, 7], venationes [Plut. Sul. V; Plin. Nat. Hist. VIII, 53; Sen. De Brev. Vit. XIII; Cic ad Att. XVI, 4; Cas. Dio. XLVIII, 33] e ludi circenses [Cas. Dio. XLVIII, 20] a cu il popolo partecipava indossando corone di alloro [Fest. 23].

Apollo era già venerato a Roma almeno dal V sec. aev., il primo tempio gli fu votato nel 433 aev., su prescrizione dei Libri Sibillini, per allontanare dalla città una pestilenza e dedicato nel 431 aev [Liv. IV, 29, 7; XXV, 3]. Compare poi nel primo lectisternium dedicato a divinità greche, del 399 aev. Su prescrizione dei Libri Sibillini, i simulacri di tre coppie di Dei: Apollo e Latona, Ercole e Diana, Mercurio e Nettuno, furono sdraiati su letti dai magnifici ornamenti e venerate per 8 giorni. Anche durante quella cerimonia vi furono festeggiamenti privati e le porte delle case furono lasciate aperte, cosicché tutti potessero entrare e partecipare ai banchetti [Liv. V, 13, 5 – 8].

 

II NO. QUINCT. (6) N – III EID. QUINCT. (13) C

Ludi Apollinares

The Ludi in honor of Apollo were introduced in Rome in 212 BCE. in the middle of the war against Hannibal, in that year were discoveries of the prophecies written by the poet Roman Marcio: one foresaw the defeat of Canne, the other said that if the Romans had wanted to drive out the enemies who had come from afar, they should set up the games in honor of Apollo, to be celebrated every year

… Romans, if you want to drive out the enemy, cancer come from far away, I think you need to vote to Apollo to set up the games, to celebrate joyfully each year in honor of Apollo; to them, partly contribute the people with money exchequer, partly contributing individuals for them and for their families. The celebration of those games will be presided over by the magistrate who will exercise the highest degree, justice for the citizens and for the populace. The decemvirs celebrate the rites by sacrificing victims graeco ritu. If so, properly, you will act, will derive joy forever and your fate will always improving. In fact, the God who rejoices in fertilize your fields, destroy your enemies … [Liv. XXV, 12]

Books were also consulted Sibillini which confirmed the establishment of these ludi and so it was decided that the decemvirs, who until then had not presided in sacrificial rites, they would have made sacrifices graeco ritu [Liv. Cit.].

At the beginning the celebration took place on the 13th day of Quinctilis, the funding of the games belonged public treasury, but there concurred also private donations, while the organization was under the responsibility of the urban magistrate. During the first Ludi Apollinares the decemvirs sacrificed an ornate golden bull to Apollo, two white goats, also adorned with gold, to Diana and an ornate golden cow for Latona. The tax authorities gave the magistrate 12000 axles for the rite and two adult victims [Liv. Cit.]. The people participated wearing crowns of leaves, the matrons offered prayers, also all the houses were held banquets in open, so anyone could come in and enjoy the hospitality of the owner [Liv. Cit].

Early celebrations were not annual, the Senate, in fact, issued them year to year (ie were conceptiva holiday). Only in 208 BCE, after a plague, it was issued a senatus which established the Ludi Apollinares as stative festival, to be celebrated annually on 13th Quinct. [Liv. XXVII, 23, 5].

In time, the duration of the festivities reached up to take seven days, from 6th to 13th Quinct.

Were ludi compounds scoenici [Fest. 326; Cic. Brut. XX, 78; pro. Mur. XIX, 40; Plin. Nat. Hist. XXXIII, 53; XIX, 23, 59; Val Max. II, 4, 6; Cic. Phil. I, 15, 36; II, 13, 31; X, 3, 7], venationes [Plut. On. V; Plin. Nat. Hist. VIII, 53; De Sen. Pat. Vit. XIII; Cic to Att. XVI, 4; Cas. Dio. XLVIII, 33] and ludi circuses [Cas. Dio. XLVIII, 20], at whom the people took part wearing laurel crowns [Fest. 23].

Apollo was already venerated in Rome since at least the fifth century. BCE., he was voted the first temple in 433 BCE., on the order of the Sibylline Books, to drive away from the city a plague and dedicated in 431 BCE [Liv. IV, 29, 7; XXV, 3]. Then appears in the first lectisternium dedicated to Greek gods, of 399 BCE. Prescription of the Sibylline Books, the statues of three pairs of gods: Apollo and Latona, Diana and Hercules, Mercury and Neptune, were lying on beds with magnificent ornaments and venerated for 8 days. Also during the ceremony, there were private parties and the doors of the houses were left open, so that everyone could come in and take part in the banquet [Liv. V, 13, 5 – 8].

 

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Piso Frugi, Calpurnia, Denarius, Rome, 67 BC (RRC) 64 BC (BMCRR), AR, gr. 3,9, mm 17,94, Head of Apollo right with fillet, Horseman galloping left, with palm and wearing conical hat, C PISO L F FRVGI. RRC 408/1; Babelon: Calpurnia 24 -29; Sydenham 840-878Catalli 2001,582

III EID. QUINCT. (13) C

Apollini

Secondo I Fasti Anziati Maggiori, il 13° giorno di Quinctilis, in concomitanza con la chiusura dei Giochi Apollinari, si ricordava la dedica del primo tempio ad Apollo in Roma [ILLRP 9]. Nel 433 aev. A causa di una pestilenza fu votato un tempio al Dio Apollo [Liv. IV, 25, 3], che fu dedicato nel 431 dal console Cn. Julius [Liv. IV, 29, 7]. Trattandosi di un culto straniero fu eretto fuori dal pomerium [Liv. XXXIV, 43, 2; XXXVII, 58, 3], nel Campo Martio su un più antico luogo di culto chiamato Apollinar, un altare o un bosco sacro. Rimase l’unico tempio di questa divinità fino a quando Augusto non ne costruì un altro sul Palatino [Ascon. In Cic. Orat. 90 – 91]. Vi si tenevano le riunioni del Senato fuori dai confini della città [Liv. Cit.; XXXIX, 4, 1; XLI, 17, 4; Cic. Ad Q. Fr. II, 3, 3; Ad Fam. VIII, 4, 4; 5, 6; Ad Att. XV, 3, 1; cf. Lucan III, 103].

Era descritto in vari modi: extra portam Carmentalem inter forum holitorium et circum Flaminium [Asc. Cit.], in pratis Flaminiis [Liv. III, 63, 7], vicino al Foro [Plut. Sulla XXXII], vicino al Campidoglio [Cass. Dio Fr L, 1], vicino al Teatro di Marcello [Mon. Anc. IV, 22; cf. Liv. XXVII, 37, 11], per cui possiamo, con buona approssimazione, situarlo a nord del teatro di Marcello e a est del Portico di Ottavio, sulla via che portava alla Porta Carmentalis nel Campo Martio, oggi poco a sud di Piazza Campitelli.

Livio parla di una dedica nel 353 aev [Liv. VII, 20, 9] e probabilmente si riferisce ad un primo restauro dell’edificio.

Il tempio era noto anche come quello di Apollo Medico e, nel 179 aev, i censori permisero di costruire un portico da lì al Tevere, dietro al tempio di Spes [Liv. XL, 51, 6; Cas. Dio. Fr. 50, 1]. Viene citato il prodigio della statua del Dio, che vi era venerata, che pianse per tre giorni alla morte di Scipione il giovane [Cas. Dio. Fr. 84, 2].

Plinio parla due volte delle opere d’arte contenute nel tempio di Apollo Sosianus [Plin. Nat. Hist. XIII, 53; XXXVI, 28], tale epiteto è spiegabile considerando il restauro che fu effettuato da C. Sosio, console nel 32 aev e governatore della Siria, tra di esse dipinti di Aristide di Tebe [Plin. Nat. Hist. XXXV, 99], varie statue di Filisco di Rodi [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 34], un Apollo citharoedus di Timarchide [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 35], una statua di Apollo in legno di cedro proveniente da Seleucia [Plin. Nat. Hist. XIII, 53] e il celebre gruppo di Niobe [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 28], che già in epoca antica era dubbio se fosse da attribuire a Scopas o a Prassitele.

Il giorno della dedica del tempio di epoca augustea era il 23° September [Fast. Arv. ad IX Kal. Oct.; CIL I2, 215; 252; 339].

Al di sotto del chiostro di S. Maria in Campitelli si trovano I resti dei muri del podio lunghi 13 metri, alti 4 e spessi 2. Si tratterebbe di un nucleo in cappellaccio di tufo appartenente alla struttura originaria, e di un ampliamento relativo ad un restauro del 179 aev [Liv. XL, 51, 6], con pezzi di opus reticulatum, attribuibili al restauro di Sosio.

 

EID III. QUINCT. (13) C

Apollini

According to the Ancient Fasti Antiates, the 13th day of Quinctilis, with the closing of the Apollinares Games, the dedication of the first Apollo’s temple in Rome was remembered [ILLRP 9]. In 433 BCE because the plague a temple to the god Apollo was voted [Liv. IV, 25, 3], which was dedicated in 431 by the consul Cn. Julius [Liv. IV, 29, 7]. Being a foreign worship was erected outside the pomerium [Liv. XXXIV, 43, 2; XXXVII, 58, 3], in Campo Marzio on a more ancient place of worship called Apollinar, an altar or a sacred forest. it was the only temple of this deity until Augustus built another on Palatine [Ascon. In Cic. Orat. 90 – 91]. It was the Senate meeting place outside city boundaries [Liv. cit .; XXXIX, 4, 1; XLI, 17, 4; Cic. Ad Q. Fr. II, 3, 3; Ad Fam. VIII, 4, 4; 5, 6; Ad Att. XV, 3, 1; cf. Lucan III, 103].

It was described in various ways: extra portam Carmentalem inter forum Holitorium et circum Flaminium [Asc. Cit.], In Pratis Flaminiis [Liv. III, 63, 7], near the court [Plut. On XXXII], near the Capitol [Cass. God Fr, 1], near the Teatro Marcello [Mon. Anc. IV, 22; cf. Liv. XXVII, 37, 11], for which we can, with good approximation, situate it at north of the Theatre of Marcellus and east of Porticus Octavia, on the street leading to Porta Carmentalis in Campo Marzio, today just south of Piazza Campitelli.

Livy speaks of a dedication in 353 BCE [Liv. VII, 20, 9] and probably refers to a first restoration of the building.

The temple was also known as the Apollon Medicus and in 179 BCE, the censors allowed to build a porch from there to the Tiber, behind the temple of Spes [Liv. XL, 51, 6; Cas. Dio. Fr. 50, 1]. It quoted the miracle statue of God, that was venerated, who wept for three days the death of the young Scipio [Cas. Dio. Fr. 84, 2].

Pliny speaks twice of artworks contained in the temple of Apollo Sosianus [Plin. Nat. Hist. XIII, 53; XXXVI, 28], this epithet is understandable considering the restoration was carried out by C. Sosius, consul in 32 BCE and governor of Syria, among them paintings by Aristides of Thebes [Plin. Nat. Hist. XXXV, 99], various statues Philiscus Rhodes [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 34], one of Apollo citharoedus Timarchide [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 35], a statue of Apollo wooden cedar from Seleucia [Plin. Nat. Hist. XIII, 53] and the famous group of Niobe [Plin. Nat. Hist. XXXVI, 28], which already ancient era was doubt if attributed to Scopas or Praxiteles.

The day of the dedication of the temple of the Augustan age was 23 ° September [Fast. Arv. to IX Kal. Oct .; CIL I2, 215; 252; 339].

Under the cloister of St. Mary School are the remains of walls of the podium 13 meters long, 4 high and thick 2. It would be a core tuff hat belonging to original structure, and an extension on a restoration of 179 BCE [Liv. XL, 51, 6], with pieces of opus reticulatum, attributable to restore Sosio.

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Gordian III AV Aureus. Rome, AD 241-243. IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG, laureate and draped bust right / P M TR P IIII COS II P P, Apollo, bare to waist, seated left, holding branch and resting left elbow on lyre. RIC 102; Calicó 3221a. 5.22g, 21mm, 12h.