EID. NOV. (13) NP

Feriae Jovi

Le idus di ogni mese sono sacre a Giove. Secondo Macrobio, gli Etruschi in questo giorno Gli sacrificavano un ovino e tale pratica si sarebbe tramandata a Roma, infatti, alle Idus di ogni mese, il flamen dialis sacrificava un ovino, detto Idulis Iovis, a Giove [Sat. I, 15], portandolo sul Campidoglio lungo la Sacra Via [Fest 290].

 

Epulum Jovis

Durante i Ludi Plebei, in maniera sistematica a partire dal 213 aev, veniva celebrato un solenne banchetto sacrificale sul Campidoglio [Liv. XXV, 2, 10] chiamato epulum jovis, analogamente a quanto accadeva nel mese di September.

Gli storici non sono concordi su quale dei due banchetti sia stato istituito per primo, ma quello che vanta il maggior numero di attestazioni tra le fonti antiche (storiografiche ed epigrafiche), è il banchetto di November, il che ha fatto sorgere l’ipotesi che fosse anche quello più antico e che quello di September fosse stato introdotto in analogia con quest’ultimo.

I rapporti tra le due cerimonie potrebbero però essere più complessi: Dario Sabbatucci, infatti, ha supposto che in origine la celebrazione di November fosse del tutto staccata dalla celebrazione dei Ludi e non fosse rivolta a Juppiter o alla Triade Capitolina, come avveniva in September, ma alle divinità dal carattere “plebeo” che erano celebrate nella parte centrale del mese, Feronia e Fortuna Primigenia. Durante la dominazione della monarchia etrusca, un sacrificio analogo sarebbe stato istituito per Juppiter alle Eid. di September e avrebbe finito per essere integrato nel complesso delle celebrazioni per i Ludi Romani. Con la trasformazione dei Ludi Plebei in festività pubblica, con una struttura rimodellata su quella dei Ludi di September, anche il più antico sacrificio a Feronia e Fortuna, avrebbe subito un processo di integrazione che l’avrebbe trasformato in un epulum jovis.

Il rapporto con Feronia non sarebbe stato solo temporale, ma anche spaziale, poiché il Circo Flaminio, dove si svolgevano i Ludi Plebei, fu edificato nel Campo Marzio, nelle vicinanze del tempio di Feronia.

 

Pietati in Foro Holitorio

Il tempio di Pietas [Plaut. Asin. 506; Curc. 639] fu votato da M. Acilius Glabrius durante la battaglia delle Termopili nel 191 aev; la costruzione fu iniziata da lui, ma la dedica avvenne solo nel 181 aev da parte di suo figlio, allora duumviro [Liv. XL, 34, 4; Val. Max. II, 5, 1; Cic. Leg. II, 28] il 13 Nov. [Fast. Ant. ap. NS 1921, 117]. All’interno si trovava una statua dorata dello stesso Gabrius, la prima di questo tipo che si fosse vista a Roma.

Fu distrutto da Cesare nel 44 aev perchè si trovava sul lato est dell’area su cui, poco dopo, sarebbe stato costruito il Teatro di Marcello [Plin. Nat. Hist. VII, 121; Cass. Dio XLIII, 49, 3].

Pietas fu collegata principalmente alla devozione verso i genitori e per questo alla storia greca della figlia che sostentò il padre imprigionato con il latte del proprio seno [Fest. 209; Val. Max. V, 4, 7], forse anche per la vicinanza con la columna lactaria nel foro Holitorio.

 

Feriae Jovi

The Idus of each month are sacred to Jupiter. According to Macrobius, the Etruscans on this day made a sacrifice of a sheep to Him and this practice would be handed down in Rome, in fact, the Idus of each month, the flamen Dialis sacrificed a sheep, said Idulis Jovis, to Jupiter [Sat. I, 15], taking on the Capitol along the Via Sacra [Fest 290].

 

Epulum Jovis

During the Ludi Plebei, systematically from 213 BCE, a solemn sacrificial banquet in the Capitol [Liv. XXV, 2, 10] called Epulum Jovis was celebrated, as it happened in the month of September.

Historians do not agree on which of the two banquet was first established, but that of November has the largest number of claims from the ancient sources (historiography and epigraphic), which gave rise to the hypothesis that It was also the most ancient and that that of September had been introduced in analogy.

The relations between the two ceremonies may however be more complexes: Dario Sabbatucci, in fact, assumed that originally the celebration of November was quite detached from the Ludi and it was not aimed to Jupiter or the Capitoline Triad (as it was in September), but the to the “plebeian” Gods that were celebrated in the middle of the month, Feronia and Fortuna Primigenia. During the domination of the Etruscan monarchy, a similar sacrifice to Jupiter would be set up to Eid. of September and it would ultimately be integrated into all the celebrations of the Roman Games. With the transformation of the Ludi Plebei in public holiday, remodeled on the structure of the September Ludi, the oldest sacrifice to Feronia and Fortuna would also undergo a process of integration that would turn him into the Epulum Jovis.

The relationship with Feronia was not only in time, but also in space, because the Flaminio Circus, where they carried out the Ludi Plebei, was built in the Campus Martius, near the temple of Feronia.

 

Pietati in Foro Holitorio

The temple of Pietas [Plaut. Asin. 506; CURC. 639] was voted by M. Acilius Glabrius during the battle of Thermopylae in 191 BCE; he started the construction, but the dedication took place only in 181 BCE by his son, then duumvir [Liv. XL, 34, 4; Val. Max. II, 5, 1; CIC. Leg. II, 28] on November 13 [Fast. Ant. ap. NS 1921, 117]. Inside there was a golden statue of the same Gabrius, the first of its kind seen in Rome.

It was destroyed by Caesar in 44 BCE because it was on the east side of the area where, shortly after, the Theatre of Marcellus would be built [Plin. Nat. Hist. VII, 121; Cass. God XLIII, 49, 3].

Piety was mainly directed to the devotion to parents and linked the Greek story of the daughter who nourished his father imprisoned with the milk of their breasts [Fest. 209; Val. Max. V, 4, 7], perhaps also for its proximity to the columna Lactaria in Foro Holitorio.

Picture

L. Coelius Caldus. Denarius 51, AR 4.09 g. C·COEL·CALDVS Head of C. Coelivs Caldvs r.; in l. field, standard inscribed HIS; in r. field, standard in the form of a boar. Rev. Tablet inscribed L·CALDVS/VIIVIR·EPVL, behind which figure preparing epulum ; on either side of table, a trophy. On outer l. field, CALDVS, on outer r. field, IMP·A·X. In exergue, [CALDVS·IIIVIR]. Babelon Coelia 7. Sydenham 894. RBW 1551. Crawford 437/2a.

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