PRID. OCT. (14) EN

Penatibus in Velia

Un tempio dedicato ai Penati era situate sul Velia, tradizionalmente sul sito che era stato occupato dalla casa del 3° re di Roma, Tullo Ostillo [Var. apud Non. 531; Solin. I, 22; Donat. ad Ter. Eun. 256], non lontano dal Foro, su una strada che conduceva alle Carinae [Dion. H. I, 68, 1], il tempio era probabilmente raggiungibile tramite una scala, come lascia intendere la citazione da parte di Varrone di scalae deum Penatium [Var. apud Donat. Cit.]. Non ci sono informazioni sulla sua costruzione, ma è menzionato nella lista dei sacella Argeorum [Var. L. L. V, 54] e, in base a Dionigi di Alicarnasso [Dion. H. Cit.] si pensa che la sua fondazione sia avvenuta poco prima della Prima Guerra Punica.

Nel 167 aev. fu colpito da un fulmine [Liv. XLV, 16, 5] e nel 165 aev è annoverato tra I prodigi l’aprirsi delle sue porte in piena note [Obseq. XIII]. Fu restaurato da Augusto.

Al suo interno si trovava un’antica statua dei Penati come Dioscuri seduti e armati [Dion. H. Cit.], identificazione che si trova anche su monete di M. Fonteius del 104 aev [Babelon, Monnaies I, 503, No. 8], C. Sulpicius, del 94 aev [Babelon, Monnaies II, 471, No. 1] e C. Antius Restio del 49-45 [Babelon, Monnaies I, 155, No. 2]. Un tempio dedicato ai Penati è forse rappresentato su uno dei rilievi dell’Ara Pacis Augustae.

Si crede che l’edifici sacro fu abbattuto sotto Vespasiano per la costruzione del Forum Pacis, oppure che avesse occupato l’area del cosiddetto “templum Romuli”, ma la teoria più accreditata è che l’edificio rettangolare che forma la parte principale della chiesa dei SS. Cosma e Damiano sia il muro perimetrale del tempio dei Penati così, come fu restaurato da Augusto, che si troverebbe quindi al di sotto dell’edificio cristiano.

Il muro posteriore in mattoni su cui si trovava la forma Urbis, risale all’epoca di Settimio Severo, mentre la rotonda, a quella di Massenzio.

La data del 14° Oct. potrebbe riferirsi ad un restauro piuttosto che alla prima dedica.

Penatibus in Velia

A temple dedicated to the household gods was located on the Velia, traditionally on the site that had been occupied by the home of the 3rd king of Rome, Tullus Ostillus [Var. apud No. 531; Solin. I, 22; Donat. to Ter. It’s a. 256], not far from the Forum, on a road leading to Carinae [Dion. H., 68, 1], the temple was probably reached by a staircase, as suggested by the quotation from Varro of scalae Deum Penatium [Var. apud Donat. Cit.]. There is no information about its construction, but it is mentioned in the list of Sacella Argeorum [Var. LL V, 54] and, according to Dionysius of Halicarnassus [Dion. H. Cit.] I think that his foundation has taken place shortly before the First Punic War.

In 167 BCE. He was struck by lightning [Liv. XLV, 16, 5] and in 165 BCE is counted among the wonders of the open its doors in the middle notes [Obseq. XIII]. It was restored by Augustus.

Inside was an ancient statue of sitting Penati as Castor and armed [Dion. H. Cit.], Identification that is also found on coins of M. Fonteius of 104 BCE [Babelon, Monnaies I, 503, No. 8], C. Sulpicius, 94 BCE [Babelon, Monnaies II, 471, No. 1] and C. Antius Restio of 49-45 [Babelon, Monnaies I, 155, No. 2]. A temple dedicated to Penati is perhaps represented on one of the reliefs of the Ara Pacis Augustae.

It is believed that the sacred buildings was demolished under Vespasian for the construction of the Forum Pacis, or who had occupied the area of the so-called “templum Romuli”, but the most popular theory is that the rectangular building that forms the main part of the church SS. Cosmas and Damian is the perimeter wall of the Temple of Penati so, as it was restored by Augustus, who would then be below the Christian building.

The back wall of bricks in the shape it was in Urbis, dates back to Septimius Severus, while the round, that of Maxentius.

The date of the 14th Oct. might refer to a restoration rather than at the first dedication.

 

Picture

  1. Sulpicius Galba. Denarius serratus, 106. AR 3.88 g. D.P.-P. Jugate, laureate heads of Dei Penates l. Rev. C. SVLPICI. C. F. Two male figures standing facing each other, each holding spear in l. hand and with r. hand pointing at sow which lies between them; above, control mark D. Cr. 312/1. Syd. 572. Seaby Sulpicia 1.

Un pensiero su “PRID. OCT. (14) EN

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...