VII EID. (9) N – III EID. MAJ. (13) N

LEMURIA

In questi giorni i templi erano chiusi e si svolgevano le festività dei defunti chiamate Lemuria, si tratta di una ricorrenza molto antica, che risale all’epoca regia, come dimostra il fatto di essere marcata in lettere maiuscole nei Fasti, e che, secondo la tradizione, sarebbe stata istituita dallo stesso Romolo [Ov. Fast. V, 479 – 80]. Per le fonti antiche sarebbe stata la prima celebrazione in onore dei defunti compresa nel calendario romuleo, ma avrebbe perso di importanza, quando, con l’introduzione del mese di Febrarius, i riti in onore dei morti furono spostati in quel mese. Tuttavia, mentre le festività di Febrarius erano dedicate ai Dii Parentes, cioè le anime dei defunti che avevano avuto una discendenza e quindi erano periodicamente onorate con le parentatio, quelle di Majus servivano a scongiurare l’influenza nefasta dei Lemures, le anime di coloro che erano morti anzitempo

… umbras vagantes hominum ante diem mortuorum ed ideo metuendos… [Porph. Schol ad Hor. Epist. II, 2, 208 – 209]

Si pensava, infatti, che tali spiriti divenissero fantasmi che vagavano di notte [Pers. Sat. V, 185; Schol. ad loc.; Non. 135, 13] per tormentare i viventi e che quindi dovevano essere espulsi dalle case con fave, attraverso la porta [Var. apud Non. 135, 13]. Secondo un’interpretazione più tarda, invece, i Lemures erano gli spiriti di coloro che in vita erano stati malvagi, laddove i Lares erano quelli di coloro che in vita erano stati virtuosi [Apul. De Deo Socr. XV apud August. C. D. IX, 11]. Un’altra versione voleva che la festività fosse stata fondata da Romolo per placare i Mani del fratello che aveva ucciso [Serv. Aen. I, 276; Ov. Fast. V, 451 segg; Porph. Schol ad Hor. Epist. II, 2, 208 – 209] e per questo, in origine, sarebbe stata chiamata Remuria, poi divenuto Lemuria [Ov. Cit.; Porph. Cit.].

I Parentalia si compivano nelle necropoli, presso le tombe degli antenati ed erano festività pubbliche; dalle informazioni che abbiamo, i riti dei Lemuria si svolgevano in casa ed erano privati. Essendo feriae pubblicae, è possibile che in tempi più antichi questa festività contemplasse riti pubblici più complessi che andarono perdendosi, lasciando solo quelli privati. È anche possibile notare che l’opposizione tra pubblici Parentalia e Lemuria privati, corrisponde ad un’opposizione spaziale tra la sfera d’azione dei Parentes e quella dei Lemures: i primi, appagati per aver vissuto pienamente e aver lasciato una discendenza, si lasciavano allontanare dalla città ed accettando di risiedere fuori dai suoi limiti. I Lemures, invece, non avendo vissuto pienamente, ritornavano periodicamente all’interno della città per reclamare la parte di vita che era stata loro negata e causando una pericolosa confusione tra morti e vivi, mondo esterno ed interno, che doveva essere scongiurata periodicamente.

Durante i Lemuria le vestali raccoglievano farro non ancora maturo che usavano per la preparazione della mola salsa, la farina salata usata per consacrare le vittime sacrificali durante l’immolatio [Serv. Ecl. VIII, 82].

 

Sacrum Maniae

Il calendario di Anzio [ILLRP 9], per il giorno 11 porta una nota mutila che potrebbe indicare un qualche rito in onore di Mania. Alcuni autori identificarono questa divinità con la madre dei Lares [Macr. Sat. I, 7, 34 – 35; Var. L. L. IX, 61; Arnob. Adv. Nat. III, 41], tuttavia un’altra versione ne fa la madre delle larvae [Fest. 128] o in generale di terribili creature infere [Mart. Cap. Nup. II, 164]. Festo [Fest. 128] parla dell’usanza di preparare figure di pasta in forma umana, ma dalle sembianze deformi, chiamate maniae o maniolae, che erano forse collegate con questo giorno in funzione apotropaica.

 

LEMURIA

These days the temples were closed and celebrations of the dead called Lemuria were held Lemuria. It is a very old celebration, which dates back to kings age, as evidenced by the fact of being marked in capital letters in the Fasti, and that, according to tradition, was established by that Romulus [Ov. Fast. V, 479-80]. According to ancient sources it would be the first celebration in honor of the deceased included in Romulus calendar, but would lose in importance when, with the introduction of the Febrarius month, the rites in honor of the dead were moved in that month. However, while the Febrarius festivities were dedicated to the gods Parentes, that the souls of the dead who had had offspring and therefore were regularly honored with parentatio, those Majus ones served to ward off the influence of nefarious Lemures, the souls of those who They died prematurely

… Umbras vagantes hominum ante diem mortuorum and ideo metuendos … [Porph. Schol to Hor. Epistar. II, 2, 208-209]

It was thought, in fact, that these spirits would become ghosts who wandered at night [Pers. Sat. V, 185; Schol. ad loc .; No. 135, 13] to torment the living and therefore had to be expelled from homes with broad beans, through the door [Var. apud no. 135, 13]. According to one interpretation later, however, the Lemures were the spirits of those who in life had been evil, where the Lares were the ones of those who in life had been virtuous [Apul. De Deo Socrates. XV apud August. C. D. IX, 11]. Another version wanted the festivities had been founded by Romulus to appease his brother’s hands that had killed [Serv. Aen. I, 276; Ov. Fast. V, 451 ff; Porph. Schol to Hor. Epistar. II, 2, 208-209] and for that, originally, would be called Remuria, later Lemuria [Ov. cit .; Porph. Cit.].

The Parentalia you were making in the necropolis, the tombs of the ancestors and were public holidays; from the information we have, the rites of Lemuria took place in the house and were private. Being feriae pubblicae, it is possible that in earlier times this season contemplating the most complex public rituals that went disappearing, leaving only private ones. You may also notice that the opposition between public and private Parentalia Lemuria, corresponds to spatial opposition between the sphere of action of Parentes and that of Lemures: the first, satisfied for having fully lived and he left us a seed, they left away from the city and agreeing to reside outside its limits. The Lemures, however, not having lived fully, returning periodically within the city to reclaim part of life that had been denied them and causing a dangerous confusion between dead and alive, external and internal world, which was to be averted periodically.

Lemuria during the vestal virgins gathered unripe spelled that used for the preparation of the mola salsa, salted flour used to consecrate sacrificial victims during immolatio [Serv. ECL. VIII, 82].

 

Sacrum Maniae

Anzio calendar [ILLRP 9], for the day 11 brings a mutilated notes that could indicate some ritual in honor of Mania. Some authors identified this deity with the mother of the Lares [MACR. Sat. I, 7, 34 – 35; Var. L. L. IX, 61; Arnob. Adv. Nat. III, 41], but it is another version of the larvae [Fest mother. 128] or generally terrible underworld creatures [Mart. Cap. Nup. II, 164]. Festus [Fest. 128] speaks of the custom of preparing dough figures in human form, but the misshapen appearance, maniae or maniolae calls, which were perhaps connected with this day to ward off evil.

 

Picture

Roma bronze amulet with phallus and manus fica

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